Sicurezza
«Mai lasciare bimbi e cani da soli, i genitori siano osservatori attivi»
Dopo l’aggressione dell’alano al bimbo di Castelfranco «All’inizio i neonati non vengono percepiti come umani»
Libero Red Dolce
castelfranco. Cani e bambini, sfatiamo un paio di miti: non è proprio una buona idea quando i bimbi abbracciano i quattro zampe e no, non esistono razze “adatte” ai bambini. Lo spiega il professore Angelo Gazzano, ricercatore e insegnante all’Università di Pisa. Gli abbiamo fatto qualche domanda su questa complessa relazione, dopo il caso di cronaca che vede protagonista un alano, cane di famiglia, e un bimbo di 8 mesi, figlio di una coppia di Castelfranco, aggredito dall’animale e finito in ospedale dopo che il bimbo gli ha pestato una zampa.
Ci sono delle regole base da seguire in questa interazione?
«La prima cautela, molto banale, è che non bisogna lasciare i bambini da soli con i cani. Almeno finché non sono in grado d’intendere e di volere, intorno ai sette o otto anni in questo caso. Non perché i cani siano pericolosi. Ci sono dei comportamenti errati dei bimbi: usano con i cani gli stessi comportamenti che hanno con le persone. Come abbracciare».
Nel caso in questione pare che i genitori fossero presenti.
«Sì, ma ci vuole una presenza attiva. Attenta. I bimbi magari tirano la coda o il pelo, li spingono. Bisogna controllarli e spiegare come interagire con i cani».
Gli abbracci si vedono spesso nelle pubblicità.
«Se il cane non è abituato a essere abbracciato reagisce istintivamente. E molti incidenti accadono per questo motivo. Quando un cane mette una zampa sulla schiena di un altro cane, una sorta di abbraccio, è un segno d’imposizione. E scattano le risse».
Difficilmente arrivano in casa insieme: prima c’è il cane o prima il bimbo.
«Spesso prima c’è il cane e poi il bimbo. Il cane fin da cucciolo andrebbe messo a contatto con i bimbi. Per loro è difficile capire che il bimbo è un essere umano. I bambini hanno un odore diverso, specie i lattanti. Si muovono in modo diverso, vocalizzano in modo diverso e sono imbacuccati o vestiti in modo strano».
Dunque le accortezze vanno prese fin da subito.
«Sì, possono percepirli come prede magari, o come giocattoli. Un altro errore che fanno spesso i genitori è quando cane e bimbo stanno giocando e l’animale reagisce ringhiando a qualcosa che lo ha infastidito. Allora loro puniscono il cane. Cosa succede: il cane associa il bimbo alla punizione e comincia a essere inquieto quando è in sua presenza. Invece i bambini vanno sempre associati a qualcosa di positivo: il cane non va escluso dalla routine familiare e quando c’è il bambino bisogna premiarlo con bocconcini, carezze e lodi. Spesso, poi, i cani difendono attivamente i bimbi».
E alla nascita?
«Nei giorni che precedono l’arrivo del bimbo in casa si può cominciare ad abituare l’animale portando i vestitini utilizzati in modo che senta l’odore. O durante la gravidanza fargli ascoltare.
Esistono cani bambinai?
«No, si sente dirlo ma è una cosa che non esiste».
Altri comportamenti a rischio?
«I bimbi spesso quando vedono un cane si muovono di lato. Fanno scatti. I cani li percepiscono come segno di paura e la loro attenzione s’indirizza di più. Bisogna insegnare a stare fermi, non agitarsi. Il cane passa in quel caso. Scappare è il modo migliore per farsi inseguire». — Servizio a pag. 9
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