Il dolore
«A rischio un percorso di 50 anni ci dicano come smaltire i fanghi»
L’intervento di un cittadino di San Miniato: «Il nostro futuro non è legato alle dimissioni di una sindaca, dobbiamo sentirci tutti coinvolti»
la lettera
Sono passati 50 anni da quando la nostra industria conciaria per lavorare ed avere un futuro si doveva misurare con sfide gigantesche, creare soluzioni per conciliare ambiente e lavoro con la salute dei cittadini. Furono costruiti i primi depuratori con un impatto ambientale difficile. Il cattivo odore creava disagio per tanti cittadini, gli interventi del magistrato di turno erano cosa normale.
I depuratori con il conforto delle nuove tecnologie cominciarono a funzionare, ma subito si presentò il problema dello smaltimento dei fanghi, ed ebbe inizio la stagione delle discariche.
I comuni del Comprensorio sostenuti dai sindacati, da quasi tutti i partiti riuscirono a disegnare un percorso complicato, contrastato, fatto di denunce e manifestazioni. Tutto ebbe inizio con l'interramento dei rifiuti nelle buche della ex fornace Gronchi, poi di casa Bonello 1 e 2 in ultimo a Casa Carraia. Il disegno finale era di utilizzare il rifiuti della depurazione per fertilizzanti oppure come inerti per il settore edile. Un obbiettivo ambizioso, che la scienza del settore sembrava avesse raggiunto, confermato dal giudizio di tanti esperti. Oggi un lavoro complicato, portato avanti dalle nostre amministrazioni comunali, sindaci, maggioranze e minoranze, sindacato, industriali per difendere lavoro e ambiente, rischia la catastrofe. La presenza di infiltrazioni mafiose se fossero provate, col metodo della illegalità cambia tutto. Il confronto politico e le scelte amministrative si possono esercitare nei modi, dettati dalla nostra Costituzione. Se invece è fatto di minacce, corruzione, prepotenza, illegalità tutto cambia e lo stato di allarme riguarda tutti. Non esiste differenza politica di fronte a certi pericoli e sono convinto che esistono nella società gli anticorpi per allontanare i metodi di carattere mafioso. Sarebbe cosa normale che la politica avesse la forza per sconfiggere il malaffare prima dell’arrivo della magistratura e cosi è stato dalle nostre parti dai giorni della Liberazione. Se il produrre senza inquinare è stato un imperativo irrinunciabile oggi è messo in discussione, insieme al nostro tenore di vita. Il nostro futuro non è certo legato alle dimissioni di un sindaco: tutti ci dobbiamo sentire coinvolti e coscienti che non sarà semplice uscirne.
Dove e come si trattano i fanghi? Quelli bravi lo devono dire e indicare le soluzioni. In alternativa esiste la chiusura dell'attività conciaria. La malavita è insidiosa e invisibile come il virus. Ed è neutra, né di destra, né di sinistra, né di centro: a morire è la legalità, indispensabile per la convivenza civile, fonte di progresso e di libertà. —
Enzo Cintelli
la catena - san miniato
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