Sicurezza
La maxi inchiesta sui rifiuti rilancia la protesta di Chianni
Si rafforzano i dubbi sulla decisione della Regione Toscana di riaprire il sito. Intanto il sindaco Giacomo Tarrini fa partire delle querele per diffamazione
CHIANNI. L'onda lunga della maxi operazione dei carabinieri e della Dda di Firenze, che unisce nomi della politica regionale toscana a criminali riconducibili alla 'ndrangheta, arriva a lambire anche la discarica della Grillaia. Chiariamo subito: non ci sono inchieste o illeciti che colleghino la discarica di Chianni con l'inchiesta, ma il fatto che sia stata proprio una delibera della giunta regionale toscana, il 25 maggio 2020, a dare il via libera all'arrivo dell'amianto aumenta il livello di protesta dei cittadini contrari alla riapertura del sito.
«Tra gli indagati ci sono anche altissimi esponenti politici e dirigenti della Regione Toscana. In merito a queste gravissime situazioni auspichiamo che si faccia piena luce su quanto emerso dalle indagini relativamente al traffico di rifiuti conciari e comunque speciali e che si verifichi con la massima accuratezza in quale clima si siano formati gli atti delle autorizzazioni e relativi procedimenti in ambito ambientale degli ultimi anni – spiegano in un comunicato i cittadini, in ordine di firma, Marco Burgalassi, Graziella Cadau, Stefano Gonnelli, Daniele Grilli, Pasquale Vaira e Loretta Pappagallo –. Tra questi, ovviamente, è inclusa la delibera regionale 629 riguardante appunto la discarica della Grillaia. Invitiamo quindi ancora una volta, come già fatto ripetutamente nel corso dei mesi passati, l’amministrazione comunale di Chianni a difendere il nostro territorio contrastando apertamente il disegno scellerato della Regione Toscana che con la scusa della messa in sicurezza della discarica sancisce una riapertura di fatto, permettendo il conferimento di una montagna di amianto, e senza che a questa corrispondano adeguate garanzie né sulla durata dei conferimenti né su eventuali ampliamenti futuri».
Il messaggio è rivolto, dunque, in primis a Giacomo Tarrini. Primo cittadino che ha querelato, per alcuni post su Facebook e relativi “mi piace”, un gruppo di questi cittadini. «Abbiamo ricevuto dai carabinieri di Chianni comunicazione di querela per diffamazione da parte di Tarrini. Riteniamo singolare il fatto che i querelati siano tutti cittadini impegnati da mesi nel contrastare la riapertura della discarica della Grillaia, chiusa amministrativamente dal lontano 1998 ma mai messa in sicurezza dalla proprietà che l’ha gestita. Questo progetto ha incontrato una tenace resistenza sul territorio da parte sia delle amministrazioni locali, come Terricciola, che da parte dei cittadini di Chianni e di altri comuni della Valdera. L’amministrazione comunale di Chianni, pur dichiarandosi sempre contraria alla delibera della Regione Toscana, ritenendo che non vi siano altre alternative percorribili, ha più volte dichiarato la propria volontà di voler accettare tale progetto per poter risolvere la spinosa questione della messa in sicurezza della discarica e in tale senso si sta muovendo soprattutto nel corso delle ultime settimane».
L'inchiesta che anche intorno ai rifiuti e alla loro gestione a livello regionale sta gettando più di un'ombra sulla sua correttezza e trasparenza, dunque, dà ancora maggiore forza ai cittadini che, tramite un ricorso, contro quella delibera hanno avviato un procedimento legale. «A questo ricorso, nelle ultime settimane ha aderito anche l’amministrazione comunale di Terricciola ed è in corso una raccolta di firme dei cittadini di Chianni per una petizione che chiede alla propria amministrazione comunale di fare altrettanto. Inoltre, a dicembre scorso, è stato presentato da un gruppo di cittadini un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa e di Firenze e presso la Corte di Appello di Firenze».
L'ultimo appello di nuovo al sindaco di Chianni. «Non vogliamo commentare oltre – dicono – in merito alle querele. Gli aspetti legali saranno discusse nelle sedi opportune, ma quello che ci preme dire e ribadire con forza è la nostra volontà di continuare la lotta affinché la popolazione di Chianni e di tutta la Valdera impedisca che si metta nuovamente a rischio la salute della popolazione e l’immagine di un territorio che il mondo intero ci invidia». —
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