Il dolore
Acque-Provincia, stop rimpalli e il cantiere sulla Palaiese parte dopo 9 mesi
Accordo sulla ripartizione della spesa per riparare la frana causata da una perdita. Partiti i lavori da 30mila euro, intervento concluso entro un mese
PALAIA. Ci sono voluti 9 mesi di trattative e rimpalli. Ma ora finalmente è partito il cantiere sulla strada provinciale 36, che collega Palaia a Montanelli. I disagi erano iniziati nel giugno scorso, a causa di uno smottamento che si era verificato in seguito a una perdita d’acqua: restringimento della carreggiata, con il traffico regolato dal semaforo provvisorio, in attesa della riparazione. Che tardava a partire. Motivo? Acque e Provincia non trovavano l’accordo sulla ripartizione delle spese.
Tanto che a inizio 2021 lo stesso sindaco di Palaia, Marco Gherardini aveva «nuovamente sollecitato un intervento in tempi brevi». Ma c’era da stabilire quanto la perdita d’acqua aveva influito sul successivo smottamento. «I nostri tecnici – aveva spiegato la Provincia il 12 gennaio scorso – dopo aver provveduto alla pulizia del versante, si sono attivati per far eseguire, di concerto con Acque Spa, una perizia di stima dell’intervento necessario al regolare ripristino del corpo stradale». Ora, dopo altri 3 mesi, è finalmente partito il cantiere. «Le lavorazioni – fa sapere l’ente guidato dal presidente Massimiliano Angori – dureranno circa un mese e prevedono il ripristino del corpo stradale dissestato con inserimento di pali sotto strada. L’importo è di circa 30mila euro, anticipati in questa prima fase dalla Provincia di Pisa, che saranno poi recuperati in buona parte da Acque Spa, dal momento che il dissesto era dovuto a una perdita idrica derivante da una condotta in gestione alla stessa società».
L’intervento prevede la demolizione della sovrastruttura interessata dal dissesto; scavo e allontanamento del materiale proveniente dal corpo della frana; realizzazione di una struttura di sostegno alla base della scarpata, situata a circa 6 metri sotto il piano stradale e costituita da tre file di gabbioni o geoblocchi in cemento; ricostruzione del corpo del rilevato e della sovrastruttura stradale; rivestimento vegetale della scarpata. Il tutto entro l’8 maggio. —
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