La manifestazione
«Tanti progetti a rischio»
Le associazioni: «Chiarezza in tempi brevi»
santa croce. «C’è grande confusione in questo momento. Anche le relazioni, le consuete collaborazioni per i tanti progetti che abbiamo in programma sono a rischio». Rossella Giannotti, volto storico del distretto conciario appare scoraggiata di fronte all’inchiesta della magistratura che ha messo nei guai i vertici di Assoconciatori. La portavoce di Federmoda della Cna, che rappresenta molte aziende di conto terzi, tratteggia uno scenario nero per il comparto di pelle e cuoio: «Il Covid ci aveva messi in ginocchio, ma questa è la mazzata finale».
«Credo che la prima cosa auspicabile sia quella di scindere le accuse legate al lavoro portato avanti tutti i giorni nel comprensorio e quelle di essere collegati al mondo della malavita e dello spaccio di droga – sottolinea Giannotti – Poi mi auguro che venga fatta chiarezza il prima possibile, per evitare il tracollo economico».
Difficile pensare che una vicenda del genere si possa risolvere in poco tempo. Ne ha piena consapevolezza Leonardo Volpi, imprenditore di Volpi concerie di Ponte a Egola, attualmente presidente del Consorzio vera pelle italiana conciata al vegetale e già liquidatore del Consorzio Sgs, messo in liquidazione due mesi prima della conclusione delle indagini dell’inchiesta Blu Mais per un presunto smaltimento di fanghi conciari. «Al di là del dispiacere nel vedere coinvolte persone che conosco bene – dice l’imprenditore – il problema è che credo si tratterà di una cosa lunga, mentre tutto il settore resterà nel tritacarne. Abbiamo visto altre situazioni simili in cui si attendono sviluppi ed esiti processuali con elementi che sembrano sminuire le accuse. Ma intanto la fine non arriva e l’ombra sull’operato dei diretti interessati resta. Questa situazione è talmente enorme che sembra tutto irreale. Aver operato per anni con autorizzazioni e regolamenti seguiti alla lettera e poi ritrovarsi così è da non crederci». —
A.Q.
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