Il Tirreno

Pontedera

le infiltrazioni malavitose 

’Ndrangheta e droga, abitano in Valdera due degli arrestati

S.T.

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livorno. Arriva a lambire anche la Valdera uno dei filoni dell’inchiesta della Dda, partita il 2 maggio del 2017 da Livorno, da un carico di due quintali di cocaina disperso in mare e in gran parte recuperato un po’ dalla guardia costiera e un po’ da alcuni velisti. È dal rinvenimento di 183 chili di cocaina – quasi tutti quelli spediti dalla Colombia – che dopo quasi quattro anni (tre di serrate indagini) i carabinieri del Nucleo investigativo di Livorno, guidati dal maggiore Michele Morelli, hanno arrestato 11 persone e scoperchiato il sistema di infiltrazione della ’ndrangheta in Toscana.

Il vertice dell’organizzazione calabrese è Francesco Riitano, 40 anni, nato a Guardavalle. È un comune di circa 4.000 abitanti in provincia di Catanzaro, purtroppo noto alle cronache per le stragi di stampo mafioso. Il suo braccio destro, Domenico Vitale, di anni ne ha 51 e 22 ne ha passati in carcere (a Volterra) per omicidio plurimo. Sempre lì, a Guardavalle. Poi, scarcerato, è rimasto a vivere in zona: prima a Saline di Volterra, poi a Selvatelle (nel comune di Terricciola, sempre in provincia di Pisa).

In dettaglio, sono dieci le persone arrestate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Livorno, guidato dal maggiore Michele Morelli, che hanno indagato insieme al Ros di Firenze su delega della direzione distrettuale antimafia. In carcere – con l’accusa di traffico internazionale di droga aggravato dal metodo mafioso – sono finiti Francesco Riitano (quarantenne di Guardavalle, in provincia di Catanzaro, e già detenuto nel carcere di Siracusa), Domenico Vitale (cinquantunenne di Selvatelle di Terricciola, e nato a Guardavalle di Catanzaro), Robertino Dessì (nuorese di Nurri e residente a Cenaia, 44 anni e già in carcere alle Sughere per altri reati), Maria Giuseppina Nieddu (cinquantacinquenne originaria di Alghero, in Sardegna, e residente a La Spezia) e Antonio Talia, 53 anni, nato ad Africo (Reggio Calabria) e sempre lì residente. In cella, per traffico di droga, anche Cristiano Puddu (nato a Siurgus Donigala, in provincia di Cagliari, e domiciliato a Volterra).

Quattro persone, invece, sono ai domiciliari. Due sono i camionisti sardi Lucio Falchi (39 anni, di Alghero) e Mattia Derosas (34 anni di Usini, in provincia di Sassari) accusati di traffico internazionale di droga. Gli altri sono Raffaele Andreacchio (ventitreenne di Montevarchi e residente a Bucine, in provincia di Arezzo) e Benito Andrea Riitano (27 anni di Soverato, in provincia di Reggio Calabria, e residente a Vittuone, nel Milanese), arrestati per favoreggiamento personale per aver favorito la latitanza di Francesco Riitano. Indagato in libertà per spaccio Maurizio Pozzati, 69 anni, di Berra Ferrara (Ferrara). S.T.

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