Sicurezza
Fiamme al caseificio messo in vendita dal colosso Granarolo
Un incendio ha danneggiato seriamente l’ex Pinzani Vigili del fuoco al lavoro dalle 5 per bonificare l’area
VOLTERRA. Il manutentore, che si reca al lavoro un’ora prima dell’avvio della produzione, se n’è accorto alle 5. Il fuoco stava divorando l’ex caseificio Pinzani, acquistato da Granarolo nel 2014 e che doveva essere ceduto alla fine di quest’anno dopo la decisione presa dalla società di cedere il ramo d’azienda creato nello stabilimento di Montemiccioli, vicino a Volterra.
Un incendio che ha impegnato a lungo squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Saline e della sezione volontari di Pontedera. E sulle cui cause sono in corso le indagini. Di sicuro si sa che i danni al capannone sono ingenti. All’interno della struttura erano stati stoccate ingenti quantità di prodotto, quella relativa al 2020, in parte rimasta invenduta anche a causa della crisi dovuta agli effetti dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus. E che è quasi andata perduta. Anche il magazzino è stato danneggiato in maniera pesante dal rogo che ha avuto l’effetto immediato di portare Granarolo alla decisione di attivare la cassa integrazione a zero ore per i dipendenti.
Diciannove i lavoratori impegnati nella fabbrica, di cui nove dichiarati in esubero dopo che poche settimane fa era stato aperto un tavolo di crisi in Regione proprio in seguito alla comunicazione di cedere il ramo d’azienda.
La produzione, di fatto, è ferma e quest’incendio ha avuto l’effetto di far decadere, con molta probabilità, le speranze che il caseificio possa riaprire.
Valutazioni che saranno fatte nei prossimi giorni. Così come a breve si attendono gli esiti delle verifiche dei vigili del fuoco, dopo che le fiamme sono state spente intorno a mezzogiorno, per poi proseguire con le operazioni di bonifica dell’area. Difficile, al momento attuale, stabilire anche sommariamente l’origine. L’anomalia, secondo quanto spiegato dai vigili del fuoco, è che un incendio di questo tipo abbia avuto una durata così lunga. Sicuramente, però, le fiamme sono partite dall’interno della struttura che si trova vicino al confine tra il territorio di Volterra e quello della provincia di Siena.
L’unica nota positiva di questa triste vicenda è che nessuna persona sia rimasta ferita in quella che potrebbe, purtroppo, sancire la fine di una produzione storica legata all’attività della produzione di latte che in gran parte della Valdicecina ha radici profonde. —
Andreas Quirici
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