Sicurezza
Serrande abbassate e cartelli alle vetrine: va in scena lo sciopero della solidarietà
Anche chi poteva stare aperto in zona rossa ha chiuso la propria attività in segno di vicinanza ai colleghi negozianti
Giacomo Pelfer
montopoli. Qualche cliente arrivato per fare acquisti è rimasto spiazzato e anche un po’ indispettito. «Certo potevate almeno avvisare», ha detto qualcuno ai commercianti riuniti a braccia incrociate in piazza Santa Chiara. Alla fine però tutti hanno capito le ragioni e il significato di uno sciopero senza dubbio fuori dal comune. Uno sciopero di solidarietà quello organizzato ieri dai commercianti di San Romano, quelli che possono lavorare anche in zona rossa, rimasti per un giorno con le serrande abbassate in segno di solidarietà verso gli amici e colleghi meno fortunati: estetiste, barbieri e parrucchiere che da settimane sono costretti a stare chiusi per una zona rossa che ormai, di fatto, si è ristretta ai soli comuni del Cuoio. Da qui la rabbia e la frustrazione di chi non può lavorare, col rischio di perdere clienti a vantaggio di attività analoghe che invece restano aperte nei Comuni vicini.
«In quest’anno io ho sempre lavorato e continuo a lavorare, ma a un certo mi sono sentito in difficoltà, perché attorno a me vivo ogni giorno la sofferenza e la frustrazione di tanti amici che non ce la fanno più», racconta Antonio Storti della tabaccheria Tabac Art, che per primo aveva lanciato pochi giorni fa l’idea di tenere i negozi chiusi nel giorno del mercato settimanale del mercoledì. «L’iniziativa è nata come gesto di solidarietà – spiega – per renderci partecipi del disagio e della difficoltà di chi non può lavorare».
Più di una ventina le attività del Centro commerciale naturale di San Romano che hanno risposto all’appello: alimentari, fiorai, agrarie, lavanderie e altri negozi di paese, molti dei quali si sono aggiunti alla protesta all’ultimo minuto. Con i negozi chiusi e con i cartelli di solidarietà affissi alle vetrine, i commercianti si sono riuniti di fronte alla chiesa per un flash mob statico e rigorosamente a distanza, ricevendo la visita del sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi insieme agli assessori Valerio Martinelli, Roberta Salvadori, Cristina Scali e Linda Vanni. «Vi aspetto in municipio», ha detto Capecchi ai commercianti, convocandoli per un incontro in sala consiliare nel quale il primo cittadino ha dato il proprio sostegno alle istanze dei commercianti, precisando però che l’incremento dei contagi sembra prefigurare un prolungamento della zona rossa anche nella prossima settimana. Una vicinanza, quella del sindaco, che è stata comunque molto apprezzata dagli esercenti, «nella speranza che la nostra iniziativa – dice il presidente del Ccn Bernardo Carannante – sia servita per dare all’amministrazione un messaggio da portare al presidente Giani. Nel nostro paese ci sono parrucchiere ed estetiste che non fanno fatturato da mesi e che adesso rischiano pure di perdere clienti. Tutto questo senza che le chiusure servano davvero a contenere i contagi».
A dirlo è anche Mery Maffei del centro ricostruzione unghie Mery Fashion vicino alla stazione (18 anni di esperienza e una decina di dipendenti): «Il sindaco è stato davvero solidale con noi e lo vogliamo ringraziare – dice Maffei –. Tuttavia, i contagi continuano a crescere e tutto lascia pensare che resteremo in zona rossa anche la prossima settimana, con un ulteriore prolungamento delle chiusure. Per le nostre attività sarebbe un disastro. Speriamo solo che il gesto bellissimo e inatteso organizzato dagli altri commercianti serva almeno a smuovere qualcosa, anche se ormai siamo sfiduciati. Per giunta noi non abbiamo avuto diritto neppure ai ristori, perché lavorando giorno e notte siamo riusciti a limitare il calo di fatturato al 29%. Adesso però siamo davvero alla frutta perché non vediamo prospettive». —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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