Il dolore
Municipale, l’ex capo Migliorini: «Lascio con amarezza»
Da stamani è in servizio al comune di san giuliano
L’addio a Cascina dopo quattro anni di montagne russe, dall’altare del comando alla polvere del demansionamento, in cui ha affrontato e gestito scontri personali. L’ex capo della polizia municipale cascinese, Paolo Migliorini, di Pisa, già vice della municipale pisana, inizia oggi una nuova avventura professionale alle dipendenze dei del Comune di San Giuliano. Era arrivato a Cascina nel marzo 2017. Stamani prende servizio nell’organico del municipio sangiulianese. Risponderà al comandante Grazia Angiolini e al vice Antonio Napoli.
Migliorini, in questi anni con Cascina i rapporti sono andati avanti tra alti e bassi. Cosa non ha funzionato?
«Devo dire che me ne vado amarezza. C’è per forza dopo tutto quello che è successo».
Si riferisce alla vecchia amministrazione o a quella attuale?
«Entrambe».
Come mai?
«Finché c’è stata la sindaca Susanna Ceccardi abbiamo lavorato bene e fatto tante cose. Mi riferisco a diverse attività di prevenzione, sgomberi, sequestri di droga, anche di appartamenti tra Pisa e Pontedera sempre per questioni di stupefacenti. Tutto questo oltre alle materie istituzionali di nostra competenza».
Poi cosa è accaduto?
«Andata via lei siamo precipitati nel vuoto più assoluto».
In che senso?
«Parlo per quello che riguarda la mia posizione. Sono stato messo nella condizione di non lavorare. Un anno di stop, relegato in una stanzina a non fare niente».
Quasi un mobbing.
«Senza il quasi. Privato di incarichi per il mio ruolo, ho subìto provvedimenti disciplinari e anche denunce alla Procura (quella per truffa sull’assenza per malattia è ancora pendente, ndr). Di fronte a una situazione del genere ho capito che era meglio cambiare aria. Dalla nuova giunta non ho ricevuto segnali di particolare interesse».
Di qui l’approdo a San Giuliano Terme.
«Sì. Prima, però, aveva partecipato e vinto a 57 anni un concorso a Genova. Sarei potuto andare là, alla municipale genovese in centro storico. Poi per ragioni familiari e logistiche ho preferito restare in zona. E quando è arrivata l’occasione di San Giuliano Terme ho scelto volentieri di rimanere su Pisa».
Rimpianti per Cascina?
«C’è solo il rimpianto di aver iniziato un lavoro proficuo e di valore e non averlo potuto portare avanti nel tempo per ragioni che non riguardano le mie volontà o capacità».
Va a San Giuliano, ma come ufficiale “semplice”.
«Certo. Nessun problema. Sono contento di andare in un territorio dove si potrà lavorare in tranquillità. Vado a fare il mio mestiere. Umiltà e voglia di fare non mi mancano». —
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