Toscana
Ultime 600 dosi entro domenica Alta Valdera, over 80 tutti vaccinati
Il coordinatore dei 16 medici di base: "Così abbiamo battuto sia i ritardi che la burocrazia"
TERRICCIOLA. L’obiettivo della Regione Toscana era quello di vaccinare tutti i pazienti over 80 entro il 25 aprile. Un primo passaggio fondamentale, dopo ritardi e polemiche, per abbassare il numero di morti e contagi da Covid-19. Grazie all’impegno e al coordinamento di 16 medici di base, però, questo obiettivo verrà già centrato per gli anziani ultraottantenni dell’Alta Valdera già entro questo fine settimana.
Ripartono, infatti, le somministrazioni alla Casa della salute della Rosa di Terricciola e a spiegarci come il risultato sia stato raggiunto, e le problematiche affrontate, è Stefano Moscardini. Sessantasette anni, 40 dei quali passati come medico di famiglia a Terricciola, attuale coordinatore dei medici di Medicina Generale della casa della salute. «La campagna sugli over 80 è iniziata a fine febbraio ma le prime dosi sono arrivate soltanto a marzo. All’inizio ci sono state molte difficoltà, a ciascun medico veniva fornita una sola fiala di vaccino Pfizer a settimana – spiega Moscardini –. Quindi ogni fiala permetteva di preparare 6 dosi, quindi ogni medico poteva vaccinare solo 18 persone in sette giorni».
Bisogna considerare che ognuno di questi medici ha in carico tra i 120 e i 150 pazienti ultraottantenni. Un ritmo troppo lento che, fortunatamente, negli ultime settimane ha visto un’importante accelerata.
«Tra la fine di marzo e le prime due settimane di aprile le forniture sono aumentate e, per quanto riguarda la somministrazione almeno delle prime dosi, raggiungeremo l’obiettivo regionale, salvo intoppi, prima del 25 aprile, forse già entro il prossimo fine settimana – precisa ancora il medico che vive a Pontedera e opera a Terricciola –. Da domani (oggi, ndr) e fino a domenica inclusa vaccineremo circa 600 pazienti in totale. Mi preme ricordare l’impegno di tutti e 16 i colleghi che hanno superato, organizzandosi internamente, alcune delle difficoltà affrontate nella prima fase della campagna vaccinale».
Moscardini, infatti, non nega le problematiche. Non solo legate agli approvvigionamenti, ma anche a piccolo intoppi burocratici che i dottori dell’Alta Valdera hanno provato a superare con tanta buona volontà e un pizzico di inventiva. «Da più di 15 anni noi dottori che operiamo alla Casa della Salute di Terricciola siamo riconosciuti come cooperativa di medici, una sorta di evoluzione della forma associativa. Il problema è che non siamo stati riconosciuti come gruppo ma solo come singoli medici di base da chi doveva assegnarci le varie dosi di vaccino – racconta Moscardini –. Potevamo ordinare come gruppo le fiale e falle arrivare direttamente alla struttura della Rosa. Come singoli, invece, siamo stati costretti a “rincorrere” i vari preparati e andarceli fisicamente a prendere nelle varie farmacie del territorio».
Ogni lunedì, poi, i 16 medici si incontravano in videochiamata per preparare un calendario vaccinale, chiamare o segnalare i vari pazienti e fare il punto della situazione. «Abbiamo vaccinato anche di domenica, quella appena passata ci ha visto vaccinare 90 pazienti – conclude Moscardini –. Sicuramente nel sistema di prenotazione qualche problema c’è stato. E ho più volte segnalato anche dei problemi di “preparazione”. I vaccini Pfizer, infatti, vanno scongelati, preparati e poi somministrati in un preciso arco temporale. Noi non abbiamo mai potuto vaccinare di lunedì e di martedì perché lo scongelamento avveniva su tutte le dosi nello stesso momento. Poi ci sono anche stati problemi di spazio, visto che per evitare assembramenti abbiamo dovuto cercare un’altra struttura per le somministrazioni. Fortunatamente il coordinamento sul territorio, e in particolare con la Misericordia di Peccioli, ci ha permesso di risolvere anche questa problematica».
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