Il Tirreno

Pontedera

Frode del gasolio miscelato, nove condannati

Pietro Barghigiani
Frode del gasolio miscelato, nove condannati

Operazione “petroloro”: il deposito era a crespina: al capo dell’organizzazione pena di sei anni e mezzo in abbreviato. Accertata un’evasione di 6,4 milioni di euro

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CRESPINA LORENZANA. Nove condannati con pene variabili da un minimo di tre anni a un massimo di sei anni e mezzo.

La sentenza più severa è andata a quello ritenuto il capo di un’organizzazione a delinquere finalizzata a compiere una maxi frode alimentare sul gasolio attraverso una miriade i reati.

Dall’autoriciclaggio al contrabbando, dalla ricettazione alla bancarotta fraudolenta, dal falso alla contraffazione.

Il verdetto è arrivato al termine del processo con rito abbreviato davanti al Gup Giulio Cesare Cipolletta (pm Egidio Celano).

Si tratta dell’operazione “Petroloro” condotta dalla Guardia di finanza.

Al vertice dell’organizzazione c’era Alberto Cozzolino, 34 anni, residente a Volla (Napoli), già arrestato nel 2014 per reati analoghi. Ha avuto la pena più alta: sei anni e mezzo. I suoi collaboratori più stretti sei anni e 4 mesi.

Cozzolino è agli arresti domiciliari da mesi dopo essere finito in cella. Nell’ipotesi dell’accusa, sarebbe stato la mente di un giro che nel periodo del lockdown aveva incrementato il volume d’affari.

Quasi tutti i coinvolti sono originari della Campania. Nel giugno 2020 ci furono una ventina di misure cautelari (12 arresti e 8 tra divieti e obblighi di dimora) e una contestazione di accise evase per 6.454.857 euro. Epicentro dell’inchiesta un deposito commerciale di prodotti energetici a Crespina dove il carburante veniva trattato per poi riempire le autocisterne spedite in tutta Italia.

Dogane e nucleo di polizia economico-finanziaria dopo «un’attenta e meticolosa verifica delle contabilità del deposito, gestito di fatto da un’associazione a delinquere ramificata su tutto il territorio nazionale» hanno scoperto 239 documenti di accompagnamento semplificati (Das) falsi attraverso i quali sono stati introdotti nell’impianto di Crespina 10.339.720 litri di prodotto petrolifero, sottratto all’accertamento e al pagamento delle imposte relative.

Il prodotto farlocco veniva poi commercializzato a un prezzo concorrenziale attraverso la rete distributiva delle stazioni di servizio.

Una filiera che nella sua fase terminale finiva nei serbatoi degli automobilisti.

Un pieno di diesel pagato per intero, ma di gasolio vero forse ce n’era la metà. —

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