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Douglas non arretra: chiuderà i negozi di Cascina e Navacchio

Douglas non arretra: chiuderà i negozi di Cascina e Navacchio

La multinazionale conferma ai sindacati il piano di ristrutturazione: a rischio il posto di dieci lavoratrici

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CASCINA. Nessun passo indietro. Douglas Profumerie ha confermato l’intero impianto del piano di ristrutturazione aziendale che prevede la chiusura di 128 dei 507 negozi attivi sul territorio nazionale entro il prossimo gennaio. Una riorganizzazione aziendale che avrà un forte impatto sul territorio cascinese ed a Pisa. Il lungo elenco di negozi destinati ad abbassare le serrande include anche quelli di Navacchio (via Tosco Romagnola) che chiuderà il 12 luglio e il negozio di Corso Matteotti a Cascina, diventato negli anni il punto di riferimento per la clientela, che smetterà l’attività il prossimo 14 agosto.

Alla chiusura degli store cascinesi si aggiunge quella del punto vendita di via Matteucci a Pisa, prevista per il 24 aprile. Nonostante le pressioni dei sindacati e delle istituzioni, la multinazionale dei settori cosmetici e beauty care venerdì scorso, durante un incontro con le organizzazioni sindacali, ha confermato il percorso di ristrutturazione aziendale che prevede la dismissione di 500 dei 2.400 negozi a marchio Douglas in Europa.

La manovra, nel solo territorio pisano, mette a rischio il futuro di dieci lavoratrici (tre impiegate nel punto vendita di Cascina, due a Navacchio e cinque a Pisa), riducendo a quattro punti vendita la presenza del marchio in provincia di Pisa (dal piano sono esclusi i punti vendita di Pisa-Corso Italia, Navacchio-Centro dei Borghi, Pontedera e San Miniato).

La vertenza approderà nelle prossime settimane al Mise, dove i sindacati chiederanno garanzie per le lavoratrici dichiarate in esubero, per le quali si prospetta probabilmente un percorso di ricollocazione in altri negozi di proprietà della multinazionale. Un piano che ha trovato l’opposizione del consiglio comunale di Cascina che, con una mozione presentata dalla maggioranza, ha chiesto l’impegno delle istituzioni regionali per la tutela dei posti di lavoro e la convocazione di un tavolo tra i rappresentanti dell’azienda, dei sindacati e della Regione.

Una mozione analoga è stata presentata nell’assemblea regionale dalla consigliera leghista Elena Meini. —

 

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