Sicurezza
La testimone in aula: «In quella classe un gruppo di agitatini»
santa croce. «Sì, era una classe piuttosto agitata quella dell’istituto Carducci. C’era un gruppetto di cinque o sei che avevano atteggiamenti sbagliati, non rispettavano le regole». È una delle testimoni della difesa a parlare al processo per i maltrattamenti ad alcuni bimbi della scuola primaria di Santa Croce, che vede imputate le maestre Filomena Ferrara, 63 anni di San Miniato, ora in pensione, e Alessandra Caponi, 61 anni, di Santa Croce sull’Arno.
Durante l’udienza sono stati sentiti tre testi, una bibliotecaria che faceva progetti di lettura e altre due maestre.
L’impostazione difensiva durante gli interrogatori ha insistito diverse volte sulla questione della classe «agitatina», come proprio una delle insegnanti ascoltate come testi l’ha definita.
Anche la bibliotecaria ripete più volte in aula che, per quella che è la sua esperienza, non ha mai visto le due maestre «avere atteggiamenti negativi o aggressivi verso i bimbi». È la pm Flavia Alemi a porre una domanda: «Quanto tempo ha passato con i bambini?». La bibliotecaria ha risposto spiegando che quella classe, come tutte quelle che incontra per il progetto sulle letture, l’ha vista per un’ora e mezza una volta soltanto.
Diversa la posizione delle due imputate per i fatti in contestazione. Soprattutto Ferrara è accusata di aver esercitato in modo un po’ troppo energico il proprio ruolo con urla, strattonamenti e punizioni ritenute eccessive. Stando ai carabinieri Ferrara sarebbe stata protagonista di almeno 46 episodi di percosse, tra scappellotti e scossoni, mentre il ruolo di Caponi emerge in quattro episodi.
Le parti civili sono assistite in aula dagli avvocati Michela Malfatti, Luca Pappalardo, Laura Masini e Francesco Carlesi di Pisa e Antonio Celli del Foro di Pistoia. Le imputate sono difese da Francesca Baregi e Gabriella Cirillo per Ferrara; Cecilia Lami e Stefano Tovani per Caponi.
Rinvio all’11 giugno per ultimi cinque testi e discussione della pm e delle parti civili. —
L.R.D.
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