Sicurezza
Daria spegne le polemiche «Dello striscione non parlo presto disegnerò le stelle»
vicopisano. Quello striscione le ha fatto male. Perché l’ha visto come un’ombra sulla sua opera, nella quale sta mettendo creatività ed entusiasmo, col supporto di una comunità che fa il tifo per lei. Che la incoraggia e la consiglia. Poi però una mano ignota, spinta da un rigurgito di campanilismo, ha scritto e affisso la scritta “Calci e Caprona: Dante non rappresenta la zona”. Una bocciatura per il murale che sta realizzando Daria Palotti, nel paese dove c’è la torre, rifacimento ottocentesco della fortificazione degli Upezzinghi, citata nel XXI canto dell’Inferno (versi 94-96): “Così vid’io già temer li fanti / ch’uscivan patteggiati di Caprona / vegendo sé tra nemici cotanti”.
Con queste parole Dante rievoca il vittorioso assedio dei fiorentini nella battaglia del 1289 contro Vicopisano, una delle più importanti roccaforti pisane, alla quale prese parte lo stesso poeta, arruolato tra i 400 cavalieri al seguito di Nino Visconti.
Nell’ambito delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Alighieri, il Comune ha pensato di commissionare alla 44enne artista locale, un’opera dedicata al sommo poeta e a quel “A ricordar e riveder le stelle”, slogan scelto dall’associazione Libera (proprio in omaggio al “e quindi uscimmo a riveder le stelle” dell’ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia), per la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
«Con l’amministrazione comunale – spiega Daria – abbiamo un rapporto di collaborazione anche con l’iniziativa “Ali per Patrick Zaki”», nata proprio da un’idea dell’artista vicarese, per chiedere la liberazione dell’attivista e ricercatore egiziano 27enne detenuto dal 7 febbraio 2020 nella prigione del Cairo.
Il Comune ha scelto di far rinascere grazie alla creatività di Palotti un muro di contenimento dello Zambra, restaurato dall’artigiano Franco Forino: «Nella mia idea iniziale dell’opera – racconta l’artista – i versi di Dante non erano previsti. Sono stati gli stessi capronesi a suggerirmi di inserirli. Sono stati deliziosi con me in questo periodo: mi stanno coccolando, mi fanno sentire la loro vicinanza ogni giorno. E ho deciso di seguire il loro consiglio».
Ma a qualcuno l’idea non è piaciuta: «Però dello striscione non ne voglio parlare». Daria può vantare un lunghissimo curriculum, che spazia dalla pittura alla scultura, passando per l’illustrazione e la conduzione di laboratori artistici fino al la produzione e messa in scena di spettacoli teatrali per ragazzi. E taglia corto sulle polemiche, decisa a non alimentarle in alcun modo, come già aveva già fatto il sindaco Matteo Ferrucci: «Meglio pensare all’opera che sto realizzando e che oltre al volto di Dante, alla Torre e alle stelle, comprende – appunto – anche i versi che si riferiscono alla battaglia di Caprona».
Smaltita l’amarezza, riprenderà il suo lavoro, che ha temporaneamente interrotto per motivi che nulla hanno a che vedere con le proteste dettate dal campanilismo: «Mi sono dovuta fermare a causa della pioggia prevista nei prossimi giorni. Ripartirò presto». Disegnando le stelle: «Inizialmente pensavo di realizzarne una per ogni vittima di mafia. Ma sono oltre mille e non so se sarà possibile». —
Francesco Turchi
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