Il Tirreno

Pontedera

l’emergenza coronavirus 

A 81 anni non riesce a farsi vaccinare «Sistema assurdo beffati i più anziani»

Giacomo Pelfer
A 81 anni non riesce a farsi vaccinare «Sistema assurdo beffati i più anziani»

La rabbia di Annessi, titolare del frantoio Sanminiatese:  «Troppe persone che conosco sono nelle mie condizioni»

3 MINUTI DI LETTURA





Giacomo Pelfer

san miniato. Ha provato anche a telefonare all’Asl, chiedendo di prenotarsi così come ha fatto sua moglie e come stanno facendo tanti 70enni e altre categorie a rischio residenti in Toscana. Niente da fare: se hai più di 80 anni non puoi chiedere di prenotare il vaccino anti-Covid autonomamente, ma devi comunque aspettare che sia il medico di famiglia a contattarti.

Risultato: fra gli anziani toscani c’è una fetta di ultraottantenni che si ritrovano imbottigliati in una sorta di limbo: troppo anziani per prenotare il vaccino da soli, ma allo stesso tempo troppo giovani per sperare di essere chiamati a breve dai propri medici, alle prese con la penuria di dosi e spesso con i tanti pazienti ultraottantenni a cui sopperire.

È il caso in cui si ritrova ad esempio Francesco Annessi, 81enne residente a La Serra, proprietario dello storico Frantoio Sanminiatese e volto noto del locale circolo Arci e delle sue celebri sagre. «Solo nella nostra Regione si è creata questa situazione assurda» lamenta Annessi, facendosi portavoce della rabbia e del disagio di tanti amici e conoscenti della stessa età, che da settimane attendono la chiamata del proprio medico, mentre si vedono passare avanti da 70enni o da persone anche più giovani che possono tranquillamente chiamare l’Asl e prenotarsi.

«Io sono del ‘40 e devo aspettare che mi chiami il dottore – spiega Annessi – mentre mia moglie che è del ‘42 ha telefonato due settimane fa alla Asl per prenotarsi ed è già stata vaccinata. Così come i miei cognati che hanno 8 e 10 anni meno di me. Io ho provato a fare lo stesso ma mi hanno risposto che devo comunque aspettare la chiamata del medico».

Da qui la rabbia, per un sistema che alla fine finisce per penalizzare una delle fasce d’età maggiormente a rischio in caso di contagio: «È una cosa mi dà particolarmente fastidio – riprende Annessi – non perché sono geloso, ma perché in Toscana è stato adottato un sistema che è sbagliato. Mio fratello che vive a Roma e ha due anni più di me si è vaccinato già un mese fa insieme alla moglie, anche lei 81enne».

Inutili le telefonate al proprio medico di base, il dottor Georges Saadè di Ponte a Egola, costretto a fare i conti con dosi di vaccino che arrivano a singhiozzo: “Vedrai che presto ti chiamo” mi dice quando gli telefono, ma una volta mi ha raccontato che riceve 6 dosi a settimana per fare le vaccinazioni. Di questo passo chissà quando sarà il nostro turno. Ho diversi conoscenti della mia età e sono ancora tutti in attesa. Solo nel consiglio dell’Arci siamo in 6 con più di ottant’anni: ci siamo sentiti in questi giorni per gli auguri di Pasqua e nessuno è stato ancora vaccinato. Dicono che mancano le dosi, ma intanto hanno iniziato a vaccinare anche gli avvocati di 30 o 40 anni».

Un paradosso, una stortura che il meccanismo adottato dalla Toscana ha finito per amplificare, lasciando a secco una delle fasce più a rischio. «Io non voglio essere vaccinato prima degli altri – aggiunge l’ottantunenne Francesco Annessi – voglio stare in fila e aspettare il mio turno, ma qui mi stanno passando avanti tutti. E solo in Toscana succede una cosa del genere. Anche le altre Regioni hanno i loro problemi e i lori difetti, ma la cantonata che ha preso la Toscana mi pare parecchio vistosa». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web