Lutto
Sarperi lascia la maggioranza «Ignorata sulle scelte in sanità»
La consigliera comunale “accusa” il sindaco Santi di «scarsa condivisione» «Sulla riorganizzazione dell’ospedale ho ricevuto risposte non esaustive»
VOLTERRA. Federica Sarperi è uscita dal gruppo. La consigliera comunale di #fareVolterra ha preso la decisione di lasciare la maggioranza in contrapposizione con le scelte fatte dalla giunta e dal sindaco Giacomo Santi sul tema dei servizi socio-assistenziali e, soprattutto, sulla riorganizzazione dell’ospedale proposta dall’Asl Toscana Nord Ovest. Già quando sono scoppiate le polemiche sula riduzione della guardia cardiologica, Sarperi ha fatto sapere subito che non era d’accordo coi piani dell’Azienda sanitaria. Poi ieri, con un post su Facebook in cui ha aggiunto anche la lettera inviata al sindaco, ha annunciato la decisione di restare in consiglio comunale, ma nel gruppo misto.
Dispiaciuta
«Credo veramente che il momento sia così difficile e che si prospettino tempi così ardui per la nostra città da meritare tutto questo una riconsiderazione profonda di tante situazioni tra cui, certamente, quella sanitaria – dice la consigliera che lavora in ambito sanitario –. Lo credo tanto da essere arrivata a prendere questa decisione per niente facile e che certo mi rende intimamente molto dispiaciuta. Ciò nonostante ho ritenuto necessario fare quello che ho fatto e anche esprimerne le ragioni con una certa fermezza».
Riconoscimento
Secondo Sarperi, «dal punto di vista sanitario Volterra ha desideri molto precisi: vuole riconoscimento, vuole non solo essere messa in sicurezza ma anche affrontare le questioni sanitarie del territorio con competenza e lungimiranza in modo che si possa davvero realizzare quell’inversione di rotta da molti auspicata e diventare per il governo regionale elemento di prestigio e orgoglio anche in ambito sanitario. Lavorerò e mi impegnerò affinché Volterra possa ottenere questo, mettendocela tutta e prendendomi le mie responsabilità come in questo caso».
L’accusa al sindaco
Nella lettera, Santi viene “accusato” di non aver condiviso molte se non tutte le scelte fatte in ambito socio-sanitario. «Nonostante la mia delega fosse diretta alla progettazione socio-assistenziale, non mi risulta essere mai stata coinvolta – sottolinea Federica Sarperi – non ho mai avuto la possibilità di esprimere il mio parere sulle iniziative intraprese su questa materia in un contesto che fosse “preparatorio”, di acquisizione e valutazione di elementi. Ho potuto prendere atto delle iniziative intraprese in questo ambito solo a cose avvenute».
Idem per quanto riguarda la riorganizzazione dell’ospedale di cui Sarperi racconta di aver visionato il protocollo sottoscritto da Comune, Asl e Regione «solo in occasione dell’ultimo consiglio comunale del 23 febbraio», quando «sia il protocollo di intesa che la scheda progettuale sono stati sottoposti a ratifica da parte del consiglio. Questo passaggio formale ha di fatto avallato la riorganizzazione ospedaliera».
Risposte non esaustive
E quando Sarperi ha espresso al sindaco perplessità sulla riorganizzazione, da Santi dice di non aver ricevuto «sufficientemente esaustive: mi è stato detto che saranno i “tecnici” a sviluppare il progetto sanitario complessivo sulla base dei punti descritti nella scheda progettuale e che dobbiamo avere fiducia nei tecnici. Non possiamo non prendere atto di ciò che è repentinamente accaduto nel frattempo: la soppressione della cardiologia ospedaliera è avvenuta a una sola settimana di tempo dalla ratifica del protocollo di intesa e della scheda progettuale. Si tratta di una casualità? La presenza di questo specifico servizio è “strategica” per il nostro ospedale e per la qualità delle cure che possono, e in prospettiva potranno, esservi svolte. È di fondamentale importanza per i cittadini ed essenziale per quei “pazienti complessi” che vengono oggi trattati all’interno del sistema ospedaliero volterrano e che richiedono di avere a disposizione un cardiologo h24. Difficile non chiedersi se potremo, in futuro, continuare ad accogliere questa tipologia di pazienti che comporta e al tempo stesso sostiene intorno a sé un certo tipo di organizzazione sanitaria e di servizi ospedalieri». —
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