Il dolore
I prezzi delle case resistono all’uragano Covid
Quotazioni nel secondo semestre 2020 invariate rispetto allo stesso periodo del 2019. I valori più alti nelle frazioni
Marco Pagli
cascina. Il mercato del mattone a Cascina resiste all’uragano Covid, almeno per il momento. Le quotazioni immobiliari nel secondo semestre del 2020, infatti, non subiscono variazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Un risultato frutto della tenuta delle compravendite che in tutti i comuni dell’area pisana – da Vecchiano a San Giuliano, da Calci a Vicopisano, fino appunto a Cascina – nell’anno della pandemia hanno subìto flessioni limitate rispetto ad altre zone della provincia. Ma anche ai ribassi consistenti sulle quotazioni che si sono verificati negli ultimi anni e che hanno portato ai minimi i livelli. Dal 2016 ad oggi, infatti, i valori sono calati in media del 10%.
La rilevazione è stata effettuata dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate che in questi giorni ha pubblicato i dati relativi al secondo semestre 2020. Un’analisi che, come di consueto, ha preso in esame le diverse tipologie abitative suddivise in quattro zone (l’area centrale, le frazioni a nord e ovest, Latignano e la zona di pianura). Il confronto con la situazione registrata nella seconda parte dell’anno precedente indica che non si sono verificati scostamenti significativi. Ma non è l’unico dato interessante che emerge.
Nel secondo comune pisano per popolosità dopo il capoluogo a tirare sono soprattutto le frazioni: Marciana, Navacchio, San Frediano, Visignano, San Prospero, San Giorgio, Zambra, Badia, San Sisto, Musigliano, Ripoli e Titignano. Sono questi i territori dove i valori delle abitazioni sono più alti. Più del centro abitato di Cascina, della frazione di Latignano e delle altre zone di pianura. Nelle prime, infatti, le abitazioni civili hanno un valore che oscilla tra i 1.300 e i 1.850 euro al metro quadrato.
Mentre per le abitazioni di tipo economico – cioè quelle che il catasto classifica come immobili «con finiture esterne ordinarie, prive di elementi di pregio e con collegamenti verticali e orizzontali di dimensioni limitate» – si va da 1.110 a 1.500 euro. E infine i prezzi per le ville da 1.350 a 2.000. Numeri costanti negli ultimi anni, ma basta tornare indietro di cinque anni per rendersi conto di come sia le abitazioni che le case di pregio costavano in media 200 euro in più al metro quadro.
In centro i valori sono più bassi. Per un’abitazione civile si va da 1.200 a 1.750 euro (cinque anni fa la forbice era 1.300-1.950 euro). Per le abitazioni di tipo economico e le ville, invece, i prezzi sono gli stessi che nelle frazioni: tra 1.100 e 1.500 euro le prime e tra 1.350 e 2.000 euro le seconde.
Spostandoci a Latignano scendono ancora le quotazioni. Per un’abitazione sono sufficienti tra 1.100 e 1.500 euro al metro quadro, per una economica addirittura tra 880 e 1.200 euro. Mentre per le case di pregio tra 1.200 e 1.600 euro. Stessi prezzi che si registrano anche nel resto della zona di pianura che fa parte del territorio comunale. —
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