Sicurezza
Città del sale, il sindaco: «Valorizzare il prodotto e non fare polemiche»
Santi risponde all’attacco lanciato dalla Pro Loco di Saline «Sbagliato confondere difesa del suolo e iniziative del 2022»
VOLTERRA. Dalla polemica sollevata dalla Pro loco di Saline sulla promozione di Volterra Città del Sale alla risposta del sindaco Giacomo Santi: «Non bisogna fare confusione. La nostra intenzione è di promuovere i prodotti del nostro territorio in vista del prossimo anno, quando saremo Città toscana della Cultura. Tra questi c’è, ovviamente, anche il sale. E in un contesto di questo genere non si può certo dare spazio a problemi legati all’approvvigionamento del salgemma e alla tutela del territorio. Sono due cose diverse che vogliamo tenere ben distinte».
La Pro loco di Saline, infatti, aveva polemizzato con l’amministrazione comunale su due fronti. Il primo riguarda il riconoscimento di Saline come “paese del sale”, visto che «la città ha già tanto». Il secondo riguarda, appunto, il dissesto geologico provocato dall’estrazione della materia prima nei dintorni di Saline, epicentro di questa attività. E viene citato l’accordo tra Monopoli di Stato e Solvay del 1996 che, secondo l’associazione di promozione del territorio, ha cambiato la storia, svuotando lo stabilimento e lasciando in abbandono gli immobili di proprietà statale.
«Nel 2022 – spiega il sindaco – faremo un programma molto ricco d’iniziative. Tra le varie manifestazioni che abbiamo intenzione di organizzare, il sale della nostra terra avrà un ruolo centrale. Per questo abbiamo avviato il progetto “Volterra città del sale”. Ed è per questo che puntiamo a dare visibilità a tutte quelle realtà che ruotano attorno al prodotto. Perché di questo si tratta, valorizzare il prodotto che sta nel sottosuolo dell’area volterrana e in cui Saline è sicuramente centrale in questo ambito. Ma confondere le iniziative legate a un progetto della Regione con le polemiche sulla difesa del territorio è sbagliato. La salvaguardia ambientale si fa e si continuerà a fare in altre sedi. Ma per tenere alto il nome di Volterra e della Valdicecina nel 2022, anno in cui saremo Città toscana della Cultura, occorre la collaborazione di tutti e una unità d’intenti tra le varie anime della nostra comunità. Anche la storia della rivalità tra la città e il paese non ha attinenza con quanto abbiamo in mente di realizzare». —
A.Q.
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