Il Tirreno

Pontedera

lettera a comuni e regione 

L’idea delle associazioni: «Rete di riserve naturali per valorizzare il Monte»

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buti. «Trasformare le aree protette di interesse locale in riserve naturali: una grande occasione per il Monte Pisano». È la proposta dei circoli Legambiente Pisa e Valdera, Wwf Alta Toscana e Lipu che hanno scritto una lettera ai sindaci di Calci, Buti, San Giuliano Terme e Vicopisano e alla Regione.

«L’istituzione di una rete di Aree naturali protette di interesse locale (Anpil) sul Monte Pisano, fra la fine degli anni’90 e i primi anni 2000 – scrivono le associazioni – è stata una scelta innovativa e coraggiosa da parte dei comuni pisani del Monte, scelta purtroppo non seguita dai comuni del versante lucchese. In ordine di tempo: Stazione Relitta di Pino Laricio (Buti), Monte Castellare e Valle delle Fonti (San Giuliano Terme), Valle del Lato (Calci), Serra Bassa (Buti), Col di Cincia –Val di Noce (Vicopisano). Con la decisione di abolire le AnpilL, contenuta nella òegge regionale sulle Aree protette del 2015, queste aree sono rimaste in una specie di limbo e rischiano di perdere le potenzialità di stimolo per lo sviluppo e la valorizzazione naturalistica del territorio, che avevano assunto con la loro istituzione e i primi anni di gestione. L’attuale legge regionale prevede la loro cancellazione (con eventuale protezione solo sulla base degli strumenti urbanistici comunali) oppure la trasformazione in Riserve Naturali. Secondo noi occorre, come è avvenuto con la loro istituzione, una scelta decisa per creare una rete di Riserve Naturali sul nostro Monte».

Quindi Legambiente, Wwf e Lipu sottolineano anche che «l La presenza di Riserve naturali è un marchio di qualità sia per chi vive nei comuni del Monte sia per chi intende visitare il territorio ed è interessato ai servizi e ai prodotti che questo offre, e aumenta la possibilità di intercettare finanziamenti in campo turistico, agricolo e forestale. Scegliere la promozione del territorio mediante la tutela delle peculiarità naturalistiche, storiche e paesaggistiche è una scelta lungimirante nell’interesse sia dei residenti che dei visitatori, e potrà essere occasione di rilancio per le attività produttive locali quando sarà finalmente superata la crisi scatenata dalla pandemia. Chiediamo alle amministrazioni locali di fare la scelta giusta pensando al futuro, al bene comune costituito da un territorio protetto dove sia garantito l’equilibrio fra l’attività umana e i processi naturali. Chiediamo ai sindaci di trasformare le Anpil del Monte Pisano in una rete di splendide Riserve Naturali». —

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