Lutto
Don Cristiani: «Preti ignorati da politici che non sono espressione del popolo»
Lo sfogo del fondatore del Movimento Shalom: «Funerali e conforto ai parenti: esclusione strana dai vaccini. Il generale Figliuolo? Mi dà fastidio vederlo in divisa davanti a inermi cittadini»
Fucecchio. Non è nuovo a esternazioni che vadano oltre il perimetro dell’ordinario (e del banale), che si tratti di fede, chiesa ma non soltanto. Nei giorni scorsi don Andrea Cristiani (fondatore di Shalom e arciprete di Fucecchio) aveva chiesto di «benedire tutte le coppie, anche quelle omosessuali», in contrapposizione con le posizioni espresse dalla Congregazione per la dottrina della fede che prevedono di benedire singolarmente, non come coppia. Molti apprezzamenti per don Andrea, ma anche qualche critica sui social (pure dura e a volte oltre l’accettabile).
Nel frattempo il fondatore di Shalom è tornato a parlare, stavolta in occasione della Pasqua. Con un messaggio dai contenuti che fanno riflettere, dal generale Francesco Paolo Figliuolo ai furbetti dei vaccini fino ai preti “dimenticati”: «Speriamo (in riferimento alla divisa da militare del commissario per l’emergenza, nda) almeno sia di buon auspicio; anche se a me, personalmente allergico alle guerre, dà un po’ fastidio vedere un servitore dello Stato che coordina le vaccinazioni degli inermi cittadini, con un vistoso abbigliamento militaresco».
Sarà che Shalom si trova in molti contesti africani messi alla fame da guerre e conflitti vari, dove i volontari si muovono anche a loro rischio e pericolo. Il parroco della Collegiata chiede anche che la categoria dei preti non sia “discriminata” nella campagna di vaccinazione, essendo spesso a contatto con situazioni non semplici: «Trovo anche molto “italiani”, purtroppo nel senso negativo del furbesco, gli strani sorpassi nella graduatoria delle vaccinazioni di categorie molto meno a rischio degli ammalati e degli ultraottantenni. Come trovo strano l’esclusione dal vaccino dei preti, come me, che amministrano i sacramenti ai moribondi, celebrano i funerali, confortano i congiunti, confessano e officiano il culto. Insieme ai medici, molti preti sono morti e anche nella nostra zona un’alta percentuale è rimasta contagiata. Non mi stupirebbe se questa trascuratezza fosse imputabile a chi rappresenta la Chiesa, magari pensando che non è bello chiedere privilegi, non curante del bene dei fedeli, soprattutto dei più anziani e dei più fragili, senza considerare i piccoli durante i battesimi. Clamorosa follia».
Insomma, don Andrea lancia un appello affinché i preti – per usare un gergo militare – siano considerati in prima linea. Don Cristiani dipinge inoltre un quadro di una Pasqua dura: «Le sabbie mobili nelle quali è caduta l’economia manca di salvataggi e la gente chiude, si dispera e si suicida. Ci viene da pensare se non siamo al tramonto di una democrazia capace di governare con criteri sociali ed equi la nazione. Del resto in un paese dove pezzi significativi del territorio sono capillarmente controllati da organizzazioni malavitose o da gruppi occulti, è facile intossicare le istituzioni di personaggi corrotti che rispondono a logiche deviate».
E anche il futuro per l’arciprete non sarà facile: «Cosa auspico? Sparo un’utopia: perché no, una politica fatta da volontari e ministeri affidati non ad analfabeti o faccendieri, ma a uomini di scienza e di comprovata moralità. Del resto chi ci governa oggi non è certo espressione della volontà popolare. Dobbiamo ripensare i sistemi di rappresentanza ed essere chiari sugli obiettivi da perseguire. Mi chiedo: quale futuro ci attende? ». —
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