Gioco
Striscione abbraccia il bar con le foto degli aperitivi: «Ora serve ottimismo»
L’iniziativa del titolare di un locale nel cuore di Pontedera: «Torneremo uniti, ne sono certo. Ma le istituzioni non ci dimentichino»
Il suo è una sorta di atto di ribellione civile nei confronti del mondo dell’ultimo anno. Quello fatto di mascherine, distanze, gel igienizzanti, restrizioni, attività chiuse e incassi crollati.
«Non ci scordiamo cosa eravamo, e soprattutto cosa torneremo a fare. Perché torneremo. Di questo ne sono sicuro». Talmente sicuro che Manuel Gasperini, titolare del bar L’Angolo, in corso Matteotti, lo ha scritto a caratteri cubitali all’ingresso del suo locale. “Torniamo uniti”.
Il messaggio è stato pitturato su un tessuto con cui Manuel ha deciso di rivestire l’intera struttura esterna. Quella che un tempo veniva presa d’assalto all’orario dell’aperitivo, e che adesso, invece, appare solo come uno scheletro di legno. «In giro c’è tanta tristezza, la gente è arrabbiata e delusa. Chi fa il mio mestiere – racconta Gasperini - ha sempre il termometro dell’umore collettivo, da dietro al bancone si parla un po’ con tutti. A volte ho la sensazione che si rischi di dimenticare la vita prima del Covid. Non deve essere così, perché i drink e le risate con gli amici, la sera, torneranno».
Insieme alla scritta gigante, Manuel ha voluto tempestare il gazebo fuori dal suo bar con le foto scattate negli anni insieme ai suoi clienti. Ci sono immagini di edizioni passate della Notte Bianca, altre con amici durante una festa di compleanno. Tutti vicini, abbracciati, con un bicchiere in mano e un sorriso gigante.
Cartoline di un’epoca che, oggi, sembra preistoria. «Il mio gesto – continua Gasperini – non è niente di clamoroso. E lo so bene. Quello che mi interessa è risvegliare l’ottimismo nelle persone che frequentano o semplicemente passano di fronte al mio locale. Tutto questo finirà, speriamo il prima possibile. Anche perché il commercio, così come altri settori dell’economia, hanno già subito una mazzata tremenda. A fronte dei poco consistenti aiuti da parte dello Stato».
Il titolare del bar L’Angolo, infine, lancia un appello alle istituzioni, nazionali e non solo. «A chi ci amministra voglio dire di non scordarsi di noi, di chi lavora da sempre col pubblico e ora si ritrova praticamente senza clienti e senza la possibilità di mantenersi dignitosamente. Serve più attenzione nei nostri confronti, dal punto di vista dei sostegni e da quello delle restrizioni. Nei locali si rispettano le norme anti-contagio, abbiamo bisogno di maggiore flessibilità per poter tornare a svolgere bene la nostra professione. I bar e i ristoranti non devono essere visti come “nemici”, ma come realtà da supportare e tutelare». —
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