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Pontedera

corte d’assise d’appello: omicidio marchesano 

Scotto, prima del verdetto torna la parola allo psichiatra

P.B.
Scotto, prima del verdetto torna la parola allo psichiatra

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montopoli. Nel processo Scotto si torna in aula il 28 aprile. Il presidente della Corte d’Assise d’Appello Alessandro Nencini ha disposto la rinnovazione della perizia psichiatrica disposta dal gup Giuseppe Laghezza.

Per la fine del mese, udienza in presenza, il dottor Alberto Petracca sarà sentito in contraddittorio dalle parti processuali. Nella sua perizia lo psichiatra aveva dichiarato Danny Scotto, reo confesso dell’omicidio di Giuseppe Marchesano, totalmente incapace di intendere e volere.

Il 29enne di Chiesina Uzzanese sarebbe affetto da un disturbo schizotipico della personalità che il giorno del delitto deflagrò in uno stato di delirio rendendolo incapace di intendere e volere.

Il sostituto procuratore generale Angela Pietroiusti ha chiesto la condanna dell’imputato che in primo grado, in rito abbreviato, fu assolto per totale vizio di mente con una permanenza alla Rems di Volterra per 24 anni. Il pm Sisto Restuccia aveva chiesto una condanna a 12 anni ritenendolo parzialmente incapace di intendere e volere al momento del fatto.

Il pg ha chiesto la rinnovazione della perizia psichiatrica, una richiesta accolta dal presidente della Corte. Scotto, difeso dall’avvocata Barbara Luceri, si trova alla Rems da diversi mesi.

Mosso dal suo delirio interiore, deflagrato nel pomeriggio del 9 novembre 2018, si presentò a Casteldelbosco a casa di Giuseppe Marchesano, 27 anni, per ucciderlo con undici colpi di pistola, una 357 Magnum. Erano stati amici e avevano frequentato le stesse scuole. Si sentiva abbandonato, rimosso da un’amicizia sulla quale aveva amplificato aspettative e speranze di riallacciare rapporti in esaurimento.

La madre e la sorella della vittima, assistite dall’avvocato Gabrio Bagnoli, contestano la perizia sulla totale incapacità di intendere e volere. Stessa tesi sostenuta dal padre della vittima, assistito dall’avvocato Ivo Gronchi. —

P.B.

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