Sicurezza
Il sindaco sulla banca: "Preoccupato per il futuro della Cassa di risparmio"
Dopo l’allarme dei sindacati interviene Giacomo Santi: "Dobbiamo svolgere il nostro ruolo istituzionale"
VOLTERRA. La situazione della Cassa di risparmio di Volterra vissuta come fosse sulle montagne russe. La preoccupazione in autunno quando i sindacati fecero le prime dichiarazioni parlando d’incertezza sul futuro della banca. Poi la rassicurazione avuta dal presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, Roberto Pepi, che detiene la maggioranza dell’istituto di credito. E poi di recente di nuovo immerso nella preoccupazione prendendo atto delle nuove esternazioni piene di timore per il futuro da parte dei rappresentanti dei lavoratori.
Il sindaco Giacomo Santi sta seguendo l’andamento di una vicenda centrale per la quotidianità di Volterra. La “Cassa” da queste parti è un’istituzione. Sostiene tanti progetti, dà lavoro a decine e decine di persone e aiuta l’economia locale. Difficile immaginare un futuro senza quella scritta nel palazzo di piazza dei Priori, a pochi passi dalla sede comunale. E anche per Santi, la parola preoccupazione sembra quella predominante.
«Il comunicato delle organizzazioni sindacali riaccende la mai sopita preoccupazione sulla situazione della Cassa di risparmio di Volterra – dice il sindaco – Un comunicato in cui si leggono segnali di incertezza e un forte allarme sul destino del prossimo futuro della banca della nostra città e del nostro territorio». Questo per restare alle ultime puntate di una serie che, si spera, possa concludersi con un lieto fine per tutti. Ma che già alcuni mesi era emersa. «Lo scorso autunno, dopo delle dichiarazioni apparse sulla stampa, ho manifestato al presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra la preoccupazione dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità, per le sorti dell’istituto di credito, ma anche per i riflessi patrimoniali che potrebbero derivate alla Fondazione in relazione al patrimonio concentrato nella Cassa di risparmio, ricevendo segnali rassicuranti». Pepi, quindi, così come aveva fatto pubblicamente in quei giorni, aveva lanciato segnali di distensione, spiegando che «l’operazione per l’aumento di capitale era in corso», ma anche che proprio l’ente da lui presieduto «avrebbe potuto cedere la maggioranza», visto che si tratta di «una eventualità scritta nel bilancio 2019».
Ora siamo a un nuovo capitolo della saga, senza particolari novità sul fronte della ricerca di uno o più soci per la banca. Ma i sindacati sono tornati ad alzare la voce. «Leggendo il comunicato delle organizzazioni sindacali, ci uniamo alle preoccupazioni dei lavoratori e dei loro rappresentanti – aggiunge Santi – certi di dover svolgere il nostro ruolo istituzionale in questa vicenda».
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