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Peccioli Alta Valdera
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Il bazar ha voglia di vivere e non teme la concorrenza

Paolo Falconi
Da sinistra l’ex proprietario Mario Gronchi, Dominga Baldi e Paola Lucciardi all’interno del negozio a Fabbrica di Peccioli
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Da sinistra l’ex proprietario Mario Gronchi, Dominga Baldi e Paola Lucciardi all’interno del negozio a Fabbrica di Peccioli

Dominga e Paola lo hanno rilevato ufficialmente soltanto da qualche giorno ma possono godere ancora della disponibilità del vecchio gestore Mario Gronchi 

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PECCIOLI. Dallo spillo alla trave, dai semi da orto agli utensili. C’è davvero di tutto in quel negozio nel pieno centro di Fabbrica di Peccioli. Che più che un bazar è un punto di riferimento, non soltanto per i compaesani. Perché sanno che lì ci trovano davvero tutto, insieme a tanta disponibilità.

Elemento non secondario per stare “al pubblico” che Dominga Baldi e Paola Lucciardi hanno “ereditato” da Mario Gronchi che con la moglie Monica ha gestito quel negozio fino all’anno scorso.

Ora sono subentrate loro, Dominga e Paola, “padrone” vere e proprie da domenica, quando l’intervento del sindaco Renzo Macelloni ha salutato e ringraziato Mario e Monica Migli: lui già pensionato dopo 48 anni di lavoro, prima alla Piaggio poi con una pompa di benzina a Fabbrica, quindi in quel negozio dal 1983; lei, che ha atteso quest’anno per riposarsi, davanti alla scelta da prendere: andare avanti o chiudere?

Ma già ad aprile dello scorso anno Dominga e Paola avevano fatto un pensierino a subentrare. Complice l’emergenza della prima ondata di coronavirus, Dominga ha lasciato il lavoro di pulizia all’ospedale Lotti di Pontedera, e Paola quello di pulizie all’azienda Mazzetti della vicina Montelopio. La prima 45 anni, l’altra 50, decisero di rimettersi in gioco con una nuova attività, ben diversa da quella che fino ad allora avevano svolto. Primi contatti con Mario Gronchi, prime limature degli accordi e quindi il subentro, diventato ufficiale da pochi giorni.

«Diciamo che tutto è nato per caso, quasi per scherzo. Poi – spiega Domiga Baldi – abbiamo iniziato a crederci anche perché Mario ci aveva assicurato la sua competenza e aiuto qualora ne avessimo avuto bisogno». Del resto, quello che potrebbe essere un marchio di fabbrica, è identico a prima: «Lavoriamo perché è un modo di guadagnare, perché ci piace il contatto con la gente, i paesani, ma anche perché vendere o procurare a un cliente una piccolezza è un modo per rendere contento lui e di riflesso noi».

Con la collaborazione delle ore libere dei rispettivi mariti: Carlo che lavora alla discarica di Legoli, Francesco dipendente alla Piaggio di Pontedera: «Un lavoro prezioso il loro».

Così non è cambiato nulla per quella mesticheria agricola che col tempo è diventata edicola, cartoleria, negozio di articoli per la casa e giocattoli, perfino ricariche telefoniche ed è un punto di riferimento per chi vive nella frazione.

E alla domanda se non temono la concorrenza spesso spietata di punti vendita nei centri commerciali, tanto per fare qualche nome Brico, Obi, Leroy Merlin, Dominga risponde: «Niente affatto, loro hanno altri e potenti mezzi; noi abbiamo la completa disponibilità, la voglia di fare e la conoscenza del cliente. Che spesso è amicizia. Qui si trova davvero di tutto e se non lo abbiamo subito, nel giro di poche ore glielo facciamo avere».

Sul fronte della concorrenzialità dei prezzi, la neo commerciante è sicura del fatto suo: «Di sicuro. Sono senza dubbio in linea con quei colossi che ha rammentato, lo abbiamo testato. Qualità e prezzo vanno a braccetto, qui da noi».

Parlando delle prossime mosse commerciali, Dominga Baldi punta sulle «piante da orto e da giardino. Visto anche il periodo e l’arrivo della bella stagione».

I paesani caratterizzano la clientela del negozio: «Sanno che qui trovano davvero tutto senza dover prendere la macchina e andare chissà dove. E se non l’abbiamo oggi, di sicuro domani c’è. E poi non dimentichiamoci della folta presenza di strutture agrituristiche in tutta la nostra zona. Spesso hanno urgenze di fare dei lavori, vengono qui e trovano tutto ciò di cui hanno bisogno».

Insomma, Mario e Monica, loro consigli a parte, non ci sono più a gestire quel bazar, ma le loro eredi sono davvero degni. Tanto da renderli soddisfatti della loro scelta di mollare l’attività dopo così tanto tempo. 

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