La manifestazione
Ex ciclista fucecchiese sotto inchiesta per doping
FUCECCHIO. Un terremoto che rischia di far crollare le speranze di partecipazione al Giro d’Italia quello che, all’alba di martedì, ha scosso le fondamenta della società ciclistica “Vini Zabù” di Lamporecchio.
A bussare alle porte di casa di dirigenti, ciclisti e staff sono stati i carabinieri del Nas di Firenze, su incarico della procura della Repubblica di Pistoia, che ha aperto un’inchiesta per doping dopo che, il 12 marzo scorso, un giovane atleta del team, Matteo De Bonis, 25enne laziale, è risultato positivo all’Epo. Indagati assieme a lui per il reato di doping sono al momento anche il team manager Angelo Citracca, 52 anni, romano residente a San Baronto, e il direttore sportivo Luca Scinto, fucecchiese di 53 anni residente a Quarrata, entrambi con un passato di professionisti delle due ruote. I carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità hanno perquisito le abitazioni e tutte le pertinenze in uso ai tre indagati, alla ricerca di farmaci proibiti o altre prove che potrebbero avvalorare l’ipotesi di reato contestata. Ma perquisizioni sono state portate a termine anche nei confronti di altri venti atleti della società sportiva, di un socio della srl Sport Service (che gestisce la licenza sportiva e di cui è socio anche Citracca) e di una persona ritenuta dagli inquirenti un frequentatore degli ambienti della compagine sportiva e che in passato è rimasto coinvolto in inchieste per doping, per poi essere condannato a quindici anni di inibizione dal tribunale nazionale antidoping. I carabinieri hanno inoltre perquisito la sede della “Vini Zabù, che si trova a San Baronto, l’officina e il magazzino della stessa, entrambe a Lamporecchio. Oltre a vario materiale, i Nas hanno sequestrato anche smartphone e altri dispositivi elettronici: il tutto verrà analizzato alla ricerca di eventuali prove di reato.
Come detto, sono solo tre le persone al momento indagate. L’accusa è quella prevista dall’articolo 586 bis del codice penale: utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti.
La società ciclistica, che si è dichiarata estranea a qualsiasi eventuale comportamento illecito da parte del suo atleta, già in passato, così come Scinto e Citracca, era rimasta coinvolta in inchieste per doping: da quella per la positività di Matteo Santambrogio e Danilo Di Luca nel 2013, a quelle su Rabottini nel 2014, Carretero nel 2015, e Samuele Conti nel 2016, fino ad arrivare a quella del 2020 su Matteo Spreafico durante il Giro d’Italia.
L’indagine dei carabinieri del Nas che ha portato alle perquisizioni a tappeto in casa “Vini Zabù” nasce da lontano, precisamente dallo scorso 15 febbraio, quando il ciclista del team pistoiese Matteo De Bonis fu trovato positivo alla eritropoietina, tristemente conosciuta come Epo, in occasione di un controllo antidoping effettuato fuori competizione dall’Uci. —
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