Gioco
La difesa di Lupino al lavoro per chiedere la scarcerazione
I vicini di casa stentano a credere alle accuse. «Nessuno ha sentito gli spari» La compagna convocata in questura per la storia della coltivazione di canapa
Sabrina Chiellini
ORENTANO. La difesa di Francesco Lupino, il tatuatore di 49 anni, arrestato con l’accusa di avere ucciso Khrystyna Novak, 29 anni, di origini ucraine, scomparsa da Corte Nardi nella notte tra il primo e il due novembre scorsi, è al lavoro per presentare il ricorso al tribunale del riesame. Lupino, indagato sia per l’omicidio che per l’occultamento del cadavere, è in carcere ormai da una settimana. Durante l’interrogatorio davanti al Gip Pietro Murano si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma da quello che il suo difensore, l’avvocato Valentina Marcucci di Lucca, aveva detto, l’indagato ritiene che ci siano incongruenze nella ricostruzione della Procura. Il tatuatore continua a respingere le accuse, sostenendo di non avere nulla a che fare con la scomparsa della giovane straniera.
La serra per la canapa
Intanto la Procura ha chiuso le indagini per l’altra parte di inchiesta partita dalle dichiarazioni del compagno della giovane, l’imprenditore di 41 anni, Airam Gonzalez Negrin, arrestato la sera del 31 ottobre scorso dopo una spiata alla polizia dello stesso Francesco Lupino. Il tatuatore, socio in affari illeciti con Gonzalez, il giorno prima dell’arresto aveva avuto una lite con lui e lo aveva minacciato con una pistola, una Tanfoglio, di proprietà di Lupino, sparita quasi in contemporanea alla scomparsa della giovane straniera. La stessa arma, stando alle accuse della Procura, ha ucciso uno dei cani dell’imprenditore spagnolo che aveva in casa una serra per la coltivazione della canapa indiana. Serra che, sempre stando alle accuse, veniva curata sia da Airam che da Lupino e dalla sua compagna, Valentina Sivieri Benetti, 38 anni, originaria di Lucca. A lei lunedì mattina la polizia ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini per quanto riguarda la coltivazione illecita.
Altre accuse per Lupino
Ben più numerose sono le accuse contestate al tatuatore in questa indagine scaturita, appunto, dai racconti di Gonzalez dopo il suo arresto il giorno di Halloween. A lui la Procura contesta i reati di minaccia, il porto abusivo di armi, sia di quella usata per uccidere il cane, che delle due consegnate a Gonzalez con la scusa che non avrebbe potuto tenerle in casa visto che c’erano anche i suoi figli. All’uomo si contesta anche di avere ceduto in maniera illegale a un vicino di Corte Nardi un’altra pistola. E il reato di uccisione di animali (articolo 544 bis codice penale), così come il reato di ricettazione per la pistola rubata che la polizia ha trovato in casa di Gonzalez e che quest’ultimo ha dichiarato di avere ricevuto da Lupino.
Furto di energia
A tutte queste vicende sembra che presto se ne aggiungerà un’altra. Durante la fase dell’esecuzione della custodia cautelare in carcere di Lupino la polizia avrebbe accertato che qualcuno aveva manomesso il contatore della corrente elettrica dell’abitazione. La famiglia del tatuatore abita in una proprietà di Gonzalez e quest’ultimo ha avviato le procedure per rientrare in possesso dell’abitazione. Rispetto alle utenze a servizio della casa sono emerse situazione che saranno oggetto di un’altra indagine. Se per l’acqua è stato effettuato un collegamento a un pozzo, per l’energia ci sarebbe stato un allaccio abusivo alla rete elettrica comunale.
I vicini
A Corte Nardi i vicini si dicono increduli, a cominciare da Angelo Santosuosso. Anche i coniugi Mentessi sono sicuri di non aver mai sentito alcuno sparo. «La polizia dice che Khrystyna è stata uccisa con una pistola? Un rumore del genere lo avremmo sentito», dicono.
Dal giorno dell’arresto di Lupino la compagna si è chiusa nel silenzio. «Non voglio parlare», ci dice Valentina che incontriamo vicino all’abitazione di Corte Nardi. La situazione è difficile anche per lei. Con la coppia abitavano i quattro figli di Lupino oltre a una figlia della compagna. —
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