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Grillaia, Terricciola al fianco dei cittadini nel ricorso contro la Regione

Alessandro Bientinesi
Grillaia, Terricciola al fianco dei cittadini nel ricorso contro la Regione

Via libera della giunta guidata da Bini all’adesione alla battaglia arrivata al Tar Un passo che sancisce la definitiva rottura con il Comune di Chianni

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TERRICCIOLA. Ha scelto un’immagine non casuale. Il martello in legno che un giudice batte a fine sentenza. Ricorda molto i dibattimenti dei film americani, ma il senso per il sindaco di Terricciola è molto chiaro: abbiamo deciso da che parte stare. La giunta guidata da Mirko Bini, infatti, ieri ha deliberato, citiamo testualmente, «l’intervento volontario adesivo dipendente al ricorso presentato al Tar Toscana da parte dei cittadini contro la riapertura della Grillaia».

Il ricorso legale è stato promosso sul portale GofundMe a partire dal settembre 2020 e ha raccolto, tra donazioni online e altre “fisiche” quasi 10mila euro. Ci sono più di 150 donatori e tra questi, in forma privata, uno dei primi ad aderire fu proprio Bini. Tra i nomi “illustri” anche le consigliere regionali Elena Meini (Lega) e Irene Galletti (M5S) che hanno versato i gettoni delle sedute del consiglio regionale dedicate alla discarica, nel primo caso 150 euro nel secondo 100. Ora l’adesione di Terricciola diventa qualcosa di ufficiale, un’amministrazione che si oppone a un progetto della Regione. C’è, però, un significato ancora più profondo in questa mossa. È l’ennesima, e forse insanabile, frattura tra l’amministrazione di Terricciola e quella di Chianni. Bini e Giacomo Tarrini hanno avuto fin dal maggio scorso posizioni diverse e ora, con l’arrivo della nuova proprietà, il Gruppo Vergero, le strade sembrano essersi definitivamente divise. Bini resterà a lottare con i cittadini ed è contrario a quella che, di fatto, considera una riapertura della Grillaia. Tarrini la sua idea l’ha illustrata nell’assemblea pubblica il 20 marzo scorso: Chianni è contraria al progetto amianto ma, vista la delibera approvata dalla giunta e i progetti della nuova proprietà, non vede alternative che non sia utopistiche per evitare la riapertura.

Per questo ha deciso di gestire e vigilare sulla realizzazione del progetto per chiudere una ferita aperta ormai da troppi anni sul territorio. Su questa divergenza si apre anche questa ennesima frattura politica sul territorio. Non è un caso che, proprio nel corso dell’assemblea, Tarrini e la sua amministrazione abbiamo avuto uno scambio di vedute, a volte anche con toni piuttosto accessi, proprio con alcuni dei promotori del ricorso. Tra questi Marco Presi, Stefano Gonnelli, Vittoria Agostini e Luca Picchi. Proprio con quest’ultimo Tarrini aveva avuto uno scontro, con i cittadini che chiedevano a più riprese all’amministrazione di Chianni di aderire ufficialmente al ricorso. Di risposta Tarrini ha chiarito più volte che al ricorso hanno rinunciato proprio perché sconsigliati dall’avvocato dell’amministrazione. Evidentemente Bini non solo crede nel ricorso, ma pensa che la sentenza che il Tar di Firenze potrebbe ribaltare quello che, a oggi, è il via libero all’arrivo di 270.000 metri cubi di amianto. —

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