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I dipendenti comunali scendono in campo per aiutare gli anziani a prenotare i vaccini

Giuseppe Boi
I dipendenti comunali scendono in campo per aiutare gli anziani a prenotare i vaccini

Il sindaco Barbafieri: «L’ufficio servizi demografici è a disposizione per prestare assistenza a chi ha tra 75 e 79 anni»

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Lajatico. I dipendenti del Comune al servizio della campagna vaccinale. O meglio, gli impiegati dell’ufficio servizi demografici schierati dal sindaco Alessio Barbafieri a sostegno dei nati tra il 1941 e il 1945. La Regione Toscana, secondo le indicazioni della circolare del ministero della Salute dello scorso 8 marzo, ha aperte le prenotazioni anche a chi ha tra 75 e 79 anni. Alla luce delle possibili difficoltà per effettuare le prenotazioni l’amministrazione comunale di Lajatico ha deciso di assisterli. «L’ufficio anagrafe è a disposizione per prestare assistenza», spiega il primo cittadino annunciando la svolta nei confronti di tante persone che vogliono vaccinarsi ma potrebbero trovare difficoltà davanti alle procedure di prenotazione nel portale messo a punto dalla Regione.

In Toscana, i vaccini per i nati tra il 1941 e il 1945 saranno somministrati in funzione delle forniture e delle dosi di volta in volta disponibili. Le vaccinazione anti Covid-19 saranno effettuate con il farmaco della causa farmaceutica AstraZeneca escluso le persone con elevata fragilità (ad esempio persone estremamente vulnerabili e disabili gravi). Per poter aderire alla campagna occorre prenotarsi sul portale. La volontà dei cittadini e l’assoluta urgenza di effettuare più vaccinazioni possibili si scontra spesso con il così detto digital divide, ossia il divario che c’è tra chi ha accesso (adeguato) a internet e chi non ce l’ha (per scelta o no). Il problema è emerso in tutta Italia con l’arrivo della pandemia. Da una parte linee internet non adeguate e portali dell’amministrazione pubblica (e non solo) che sembrano pensati per essere il meno intuitivi possibili. Dall’altra la scarsa capacità da parte dei cittadini (soprattutto i più anziani) a orientarsi nel mondo digitale. Da tutto questo derivano una vera e propria esclusione (con danni socio-economico-culturali per chi ne è colpito) che rischia di creare un solco tra una parte della società e un’altra.

Lajatico, nel suo piccolo, è un caso simbolo. “Dimenticata” dallo sviluppo della rete internet – vale a dire, come denunciato più volte da Il Tirreno e dall’amministrazione comunale, ancora priva di una linea in fibra ottica – è una realtà in cui anche accedere a un sito web o inviare una mail spesso risulta un’impresa. Più volte nelle cronache degli ultimi mesi abbiamo segnalato disservizi, assenza e/o continui problemi di connessione. La popolazione lajatichina ha inoltre un’età media avanzata. E l’esperienza dimostra che l’età anagrafica ha una diretta correlazione con la capacità e la possibilità di sfruttare a pieno le piattaforme informatiche.

Da qui la scelta di Barbafieri e della sua giunta: «In una realtà piccola come la nostra, abbiamo un rapporto diretto con la popolazione – sottolinea –. Ascoltando le persone abbiamo appreso i loro preoccupazioni e le loro difficoltà oggettive. Da qui la decisione di metterci a loro disposizione. I residenti interessati a queste vaccinazioni sono un centinaio e i nostri uffici sono pronti ad aiutarli: è uno sforzo che possiamo e dobbiamo fare per la salute di tutti. Cento persone vaccinate in più in una realtà come Lajatico è il modo migliore per combattere il Covid».

Insomma, un Comune affianco ai suoi cittadini, soprattutto a quelli che hanno più bisogno di aiuto e sostegno per combattere il coronavirus. –

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