Il Tirreno

Pontedera

Torta consegnata a casa ai paesani per il primo anno del suo negozio

Giacomo Pelfer
Torta consegnata a casa ai paesani per il primo anno del suo negozio

Alberto ha aperto durante il lockdown, ora il compleanno in zona rossa «Non so ancora cosa significa fare questo lavoro in un mondo normale» 

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festa a domicilio

Ha aperto il suo negozio esattamente un anno fa, in pieno lockdown nazionale, con tutte le aziende chiuse e le famiglie costrette dentro casa. A distanza di un anno è di nuovo in zona rossa, tanto che la torta preparata per festeggiare i primi 12 mesi di attività è stata divisa in tante monoporzioni, rigorosamente ermetiche e igienizzate, consegnate casa per casa a tutti i clienti del paese.

È successo a Casteldelbosco, dove il 27enne Alberto Vullo ha voluto festeggiare così il primo anno di vita del suo negozio di alimentari, La Bottega di Bacco, inaugurato lungo la Tosco Romagnola il 16 marzo 2020. «Ancora non so bene cosa significhi fare il commerciante in un mondo normale, ma so perfettamente come si gestisce un negozio durante una pandemia» scherza il giovane di Casteldelbosco, che alla fine del 2019 aveva deciso di mollare il lavoro sicuro in conceria per tentare la strada del commercio, con un’attività in proprio aperta nel cuore del paese dov’è nato e cresciuto.

«Il vecchio lavoro non era male – racconta – ma sentivo il bisogno di provare qualcosa che fosse davvero mio, che non mi tenesse chiuso dentro quattro mura e mi permettesse di stare a contatto con le persone». Da qui la decisione di cambiare vita, con l’acquisto dei materiali e delle attrezzature «in un mondo che era ancora normale». Poi è scoppiata la pandemia: «E così ho dovuto aprire nel silenzio generale e senza clamore – dice il 27enne – con la fortuna se non altro di aver potuto sempre lavorare. Non è stato facile, ma il guadagno più grande è stata la soddisfazione di vedere tanta gente del paese che è venuta a conoscere il negozio e che poi è tornata. In tanti mi hanno detto di aver riacceso una luce in un paese che era al buio».

Come successo ovunque nei paesi, del resto, i limiti di spostamento hanno permesso alle persone di riscoprire i negozi sotto casa, ma allo stesso tempo hanno cancellato quel via vai quotidiano che porta lavoro e clienti anche da fuori. «Inizialmente il lockdown è servito a farmi conoscere dalla gente del posto – conferma Vullo – ma per il resto è mancato il giro di persone e potenziali clienti che si muove per lavoro anche da fuori Comune. Senza contare che, con la gente chiusa in casa, in tanti hanno trovato nella cucina un modo per passare le giornate. E questo ha un po’ frenato l’attività di gastronomia». Alla fine resta comunque la soddisfazione di aver raccolto la fiducia e l’affetto della frazione, anche se Alberto avrebbe preferito festeggiare insieme ai propri clienti. «Avevo preparato una torta col logo del negozio – dice –. Alla fine l’ho sporzionata e distribuita casa per casa ai clienti». —

Giacomo Pelfer

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