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Azienda agricola nel mirino dei ladri Lo sfogo: «Ora basta rubare, chiedete»
Nelle campagne non si contano più i furti di attrezzi agricoli Da Paolo Parisi, star delle uova, i ladri fanno sparire un vitello
CRESPINA Lorenzana. «Non rubate, ma chiedete. Forse otterrete più di qualcosa e lo farete con grande onestà». È più di uno sfogo quello che arriva dai titolari dell’azienda agricola Meazzini. Un segno dei tempi difficili che stiamo vivendo, dopo un anno di emergenza sanitaria. Da mesi le aziende agricole ma anche gli agriturismi della valle tra Crespina e Fauglia oltre che sulle colline di Lari sono bersaglio di ripetuti furti. Furti di attrezzi agricoli che peraltro ci sono stati anche nelle frazioni di Pontedera, nella campagna di Gello, alcune settimane fa.
L’ennesimo furto avvenuto nelle serre dei Meazzini è dell’altra notte. «Ho aspettato un giorno per scrivere questo post perché avevo bisogno che la rabbia e lo sconforto si attenuassero», si legge sulla pagina Facebook di una delle aziende agricole più conosciute della provincia di Pisa. .
«Da qualche mese la nostra azienda agricola è presa di mira da furti e azioni di vandalismo», spiega Gianfranco Meazzini. Sono almeno cinque i raid nelle serre serviti a portare via grandi quantità di ortaggi e qualche attrezzo agricolo. L’ultimo furto è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso. «L’ultima sorpresa è stata quella di arrivare in serra e non trovare più una moto zappa da 2000 euro. Immagino che siano momenti duri per tutti, so che la precarietà lavorativa causata da questo virus generi tanta, tanta tristezza ed anche noi, come azienda, ne risentiamo. Facciamo fatica come tutti oggi ad andare avanti e lavorare la terra è già faticoso di suo». Da qui la decisione di rivolgere un appello che al tempo stesso è anche una richiesta di aiuto e per una maggiore attenzione.
«Ci rivolgiamo a tutti, con questo appello – sono le parole di Patrizia, moglie di Gianfranco Meazzini – Siamo una famiglia di lavoratori. Chi ha un fazzoletto di terra sa benissimo che il nostro è un lavoro duro di tutti i giorni. Siamo persone comprensive e sensibili e siamo sempre in prima linea per aiutare chi ha bisogno. Non rubate… chiedete. Bussate alla nostra porta e chiedete. L’aiuto che potremo darvi è quello che riceverete».
Nell’ultima visita i ladri hanno preso, oltre a qualche cassetta di pomodori, anche strumenti di lavoro, in particolare la motozzappa. Che si va ad aggiungere alla lunga lista di attrezzi che i ladri hanno già subito nel corso dei mesi, quando sono spariti avvitatori, picconi, pale. Oltre a cercare il cibo gli autori dei furti si riforniscono anche di attrezzi che possono poi rivendere o usare come arnesi da scasso per fare altri furti.
«Così non possiamo andare avanti – aggiunge l’agricoltore – si sta creando un meccanismo difficile. Qualcuno penserà che rubano “solo” della verdura. Ma questo è il nostro lavoro. Finché si trattava di qualche cavolo abbiamo sempre lasciato perdere. Ma ora quando entrano nelle serre portano via anche cinquanta cavoli alla volta, centinaia di barbe rosse e altri prodotti che coltiviamo». L’agricoltore racconta che nella valle d’Isola ci sono stati furti anche ai danni di privati, di olio e attrezzature. «Questa volta stiamo predisponendo una denuncia, siamo stanchi di questa situazione», aggiunge Meazzini.
Alcune settimane fa, in una notte di pioggia, i malviventi sono entrati in una proprietà di Paolo Parisi, la cui azienda è considerata una vera eccellenza nella produzione delle uova, nel comune di Lari. «Purtroppo questa zona è stata più volte colpita – conferma Parisi – da noi sono entrati di notte, hanno ucciso un vitello, lo hanno macellato sul posto e sono andati via». Ovviamente l’azienda agricola, che tra l’altro produce delle uova considerate le più buone al mondo, si è rivolta ai carabinieri di Lari e ha denunciato il fatto. –
Sabrina Chiellini
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