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Il presunto killer della 29enne al contrattacco: «Contraddizioni nelle accuse contro di me»
Francesco Lupino, il tatuatore arrestato a Orentano per l'omicidio di Khrystyna Novak, sarà interrogato via web dal giudice
Francesco Lupino, tatuatore di 49 anni, originario di Firenze, nella mattina di venerdì 26 marzo sarà davanti al gip, Pietro Murano. Il padre di quattro figli, già finito in carcere dopo essere rimasto implicato in un traffico internazionale di sostanze stupefacenti, è stato arrestato, nella giornata di martedì 23, con l’accusa di aver ucciso Khrystyna Novak, 29 anni, originaria dell’Ucraina, scomparsa da Corte Nardi, nel comune di Castelfranco di Sotto, nella notte tra il 1° e il 2 novembre scorsi, e di averne occultato il cadavere.
L'interrogatorio avverrà con collegamento da remoto. L’avvocata Valentina Marcucci, che conosce da tempo l’indagato in quanto ha seguito tutta la tormentata separazione dalla moglie, ha avuto modo di confrontarsi con il tatuatore che potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. L’avvocata ha spiegato che i tempi sono abbastanza stretti per avere la possibilità di studiare e valutare meglio le circa cinquanta pagine, fitte di eventi, dell’ordinanza di custodia cautelare che è stata eseguita all’inizio della settimana. Durante la perquisizione a casa dell’uomo è stata trovata una pistola ma non c’è alcuna conferma del fatto che possa essere o meno legata all’omicidio.
La mattina dell’arresto Lupino è apparso molto provato, così come la sua compagna, Valentina Sivieri Benetti, 38 anni, di origini lucchesi, allontanata durante le fasi dell’esecuzione e al momento in cui è stato perquisito un annesso agricolo nella disponibilità della famiglia di Lupino. Dopo il primo colloquio con il difensore, l’atteggiamento dell’indagato era quello di chi si appresta a negare ogni addebito. «Prima dell’interrogatorio di garanzia – ha aggiunto Marcucci – vedrò di nuovo Lupino, che in merito ai fatti di dichiara estraneo, mi ha parlato di alcune contraddizioni nella ricostruzione del fatto».
In quadro indiziario è pesante. La speranza è che la svolta nelle indagini possa servire a trovare il cadavere delle donna. Le ricerche disposte tra il 10 e il 15 novembre scorsi non hanno dato alcun esito nonostante l’impiego di numerose squadre e dei cani molecolari. Gli elementi raccolti durante le lunghe indagini, partite in ritardo in quanto all’inizio nessuno aveva segnalato la scomparsa della donna, hanno portato a concludere sulla sussistenza di gravi indizi nei confronti del tatuatore, con il culto del fisico, la passione per le armi e non poche amicizie pericolose nel mondo degli stupefacenti e dei furti. Secondo la ricostruzione investigativa sposata dal Gip, Lupino avrebbe ucciso Khrystyna Novak tra la sera dell’1 e la notte del due utilizzando una pistola da lui detenuta illegalmente (ma di cui ne è stata dimostrata la detenzione). Il delitto sarebbe avvenuto all’interno della villetta dove la donna abitava con il suo compagno Airam Gonzalez Negrin, che Lupino aveva fatto arrestare dalla polizia il giorno di Halloween.
Una fredda esecuzione avvenuta per vendetta poi sopprimere il cadavere e cancellare (non completamente) le tracce del delitto tra la sera stessa e la sera successiva (quella tra il 2 e il 3). Infine per attuare un depistaggio, stando alle accuse, avrebbe simulato l’allontanamento volontario della vittima utilizzando il cellulare della stessa, acceso per pochi minuti la mattina del 3 novembre e poi sparito nel nulla, forse gettato tra l’immondizia.
La compagna Valentina, assistita dall’avvocato Luigi Cambrini, non si dà pace. In questi giorni ha potuto contare sulla protezione dei vicini che, fin dall’inizio, avevano creduto all’ipotesi della fuga volontaria. Nella ricostruzione dell’omicidio gli inquirenti più volte hanno evidenziato che le dichiarazioni rese dalla donna non sempre si sono dimostrate attendibili anche se al momento non risulta indagata. –
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