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Incatenati a Firenze contro il piano di riorganizzazione dell’ospedale

Incatenati a Firenze contro il piano di riorganizzazione dell’ospedale

Iniziativa di tre associazioni davanti al consiglio regionale «Ormai è uno stillicidio anche nei servizi più piccoli»

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VOLTERRA. Firenze, 24 marzo 2021. Una città e una data per fissare l’ennesimo appuntamento con la protesta volterrana a difesa dei livelli di assistenza sanitaria. Sos Volterra, con Volterra Infanzia e Pro loco Saline, sarà domani davanti al palazzo del consiglio regionale per un presidio in cui saranno presenti cinque esponenti delle tre associazioni che hanno intenzione d’incatenarsi.

La presenza a Firenze, ovviamente, avverrà in base all’evoluzione dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus.

«Lo facciamo non solo per il taglio della cardiologia o per la mancata creazione della terapia intensiva e forse nemmeno per aver dimenticato nella “rifunzionalizzazione” del nostro ospedale il problema pediatrico – dicono da Sos Volterra –. Ormai è uno stillicidio anche nei più “piccoli” servizi che si manifestano dalla riduzione della medicina legale a una carenza di veterinari, a una riduzione negli orari ambulatoriali dei dentisti o a un mancato potenziamento dell’assistenza territoriale. Un buco nero senza fine».

Una protesta simile era andata in scena a luglio, dopo il rinvio a causa dell’inasprimento della pandemia. Molti furono i consiglierei regionali che si fermarono di fronte al presidio per incontrare i rappresentanti delle istanze volterrane. Tra questi anche l’allora presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, poi vincitore delle elezioni per succedere a Enrico Rossi alla guida della giunta regionale. E questa volta si replica, dopo che sono state rese pubbliche le intenzioni di Regione e Asl Toscana Nord Ovest nei confronti del Santa Maria Maddalena. «Siamo delusi, amareggiati contornati da silenzi surreali o da timide proteste che non vanno oltre qualche post o qualche giornalata – aggiungono dall’associazione –. In un territorio come il nostro, dove i problemi sanitari sono solo l’apice di disservizi quotidiani. Dove ormai purtroppo iniziamo a fare troppo spesso spallucce, come se certe cose noi non le meritiamo. Ecco allora strade e viabilità penose, con l’annoso problema dell’ammodernamento della strada 68. Oppure il treno, che è scomparso dai radar dell’informazione e della politica nostrana».

L’intenzione è chiara: «Andiamo a Firenze per gridare a tutti che noi non ci stiamo a questo stato di cose. Non vogliamo essere complici, non vogliamo abbassare la testa». E ancora: «Siamo sicuri che non avremo perso un giorno di lavoro, non avremo perso un giorno in cui non potremo stare con le nostre mogli, mariti o figlioli. Già, propri i nostri figli, i nostri nipoti, vorremmo un giorno raccontare loro che una città e un territorio non si sono arresi, hanno combattuto. E questo talvolta vale più di una vittoria». —

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