Gioco
Stato di agitazione alle Terme, i sindacati: «Garanzie sul futuro»
La dottoressa Ventura, nel doppio ruolo di amministratore unico e liquidatore, potrebbe lasciare uno dei due incarichi
CASCIANA TERME. A distanza di un anno dall’inizio della pandemia la gestione delle Terme non naviga in acque tranquille. Sul tavolo del sindaco di Casciana Terme Lari Mirko Terreni, su quelli della Regione, di Federterme, Bagni di Casciana srl e Terme di Casciana spa, società in liquidazione, è arrivato in questi giorni il documento con cui i sindacati proclamano lo stato di agitazione. Due pagine fitte di richieste riassunte da una sola parola: immobilismo aziendale. Tutto questo mentre la dottoressa Arabella Ventura, direttore generale di Bagni di Casciana e liquidatore di Terme di Casciana spa, ha manifestato in una lettera inviata ai soci (Comune e Regione) di voler lasciare per motivi personali l’incarico di liquidatore di Terme di Casciana. «Vedremo nei prossimi giorni cosa intende fare», taglia corto il sindaco. La stessa Ventura è infatti alla ricerca di un consulente per la valutazione, mediante perizia di stima, della società partecipata Bagni di Casciana srl, con valorizzazione sia dei suoi elementi attivi sia della marginalità espressa dal conto economico e della redazione del bilancio finale di liquidazione di Terme di Casciana spa. Perizia che era stata affidata otto mesi fa circa e che dovrà essere modificata. Il perché di questo ulteriore passo sarà spiegato probabilmente nella commissione consiliare che è stata chiesa quando si è diffusa la notizia dello stato di agitazione dei dipendenti che nasce in parte anche dai tempi dilatati, rispetto a quello che era stato annunciato, della liquidazione. I dipendenti si chiedono come mai non vengono fatti investimenti per rilanciare l’azienda. Colpa della mancata liquidazione o di scelte gestionali? Nel frattempo è arrivata la pandemia, molti dipendenti sono in cassa integrazione, alcuni servizi sono stati chiusi. Nel 2017 Regione e Comune hanno formalizzato l’impegno di raggiungere l’obiettivo della messa in liquidazione di Terme di Casciana spa e l’acquisizione di Bagni di Casciana srl da parte del Comune con una serie di atti di natura finanziaria. Nel 2018 i sindacati hanno condiviso un percorso per garantire l’occupazione modificando la gestione dei servizi termali. In seguito la dottoressa Ventura è stata nominata liquidatore, circa due anni e mezzo fa, e il Comune di Casciana ha dato il via libera al sindaco per la ricollocazione dei mutui e delle ipoteche. Ma dopo tutti questi mesi il percorso di rinascita delle Terme, colpa anche del Covid, non si vede. «Questo genera un senso di sfiducia» da parte dei dipendenti sulle prospettive di rilancio più volte dichiarate «contribuendo ad aumentare le preoccupazioni» dei circa sessanta dipendenti che lavorano per le Terme. Queste le premesse. Poi ci sono i problemi delle mancate manutenzioni, la possibilità che possano esserci ritardi nel pagamento degli stipendi e la richiesta di una maggiore rotazione del personale in riduzione di orario per l’intervento del Fondo Covid. Insomma, in poche parole i sindacati uniti chiedono di uscire al più presto dalla crisi di stallo che dura da anni. –
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