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Sul maxi focolaio di via Rospicciano ora divampa la polemica politica

Sul maxi focolaio di via Rospicciano ora divampa la polemica politica

Lega all’attacco: «Comune unico responsabile» La replica della maggioranza: «Accuse da soggetti mediocri» 

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ponsacco. Da sempre il mega palazzo rosa di via Rospicciano è al centro di polemiche e discussioni. Feroci quelle di natura politica. Ora più che mai con l’esplosione di un grosso focolaio Covid.

La lega all’attacco

«Viene da porsi una legittima e doverosa domanda: come si è potuto verificare un focolaio di tale portata nel palazzo di via Rospicciano? – si chiedono Federico D’Anniballe, capogruppo leghista in consiglio comunale, e Pericle Tecce, coordinatore locale della Lega –. Poteva essere in qualche modo prevenuto? E, se sì, come? Tutti sapevano, l’amministrazione per prima, che la zona in questione era a forte rischio, visti i precedenti. Ognuno di noi ha potuto verificare come davanti al palazzo rosa vi fossero spesso e volentieri gruppi di persone in assembramento sprovviste di mascherine, e di ciò non poteva non essere al corrente anche l’amministrazione comunale, viste le lamentele dei cittadini. Se gli amministratori dichiarassero di non essere al corrente della situazione annosa del palazzo e del comportamento poco rispettoso e poco corretto da parte degli stessi abitanti, smentirebbero loro stessi e mentirebbero spudoratamente. A meno che non abbiano vissuto fino ad oggi sulla Luna e non a Ponsacco. Se la sindaca fosse stata attenta alla salute dei cittadini, non avrebbe esitato a emanare un’ordinanza per quella zona del paese, tanto chiacchierata e segnalata, senza perdere tempo a celebrare la sconfitta della pandemia, tappezzando di manifesti di ringraziamento il paese, mentre alle sue spalle si diffondeva il focolaio».

ceccardi, legnaioli
e meini fanno eco


Comune unico responsabile anche secondo l’eurodeputata Susanna Ceccardi, la deputata Donatella Legnaioli e la consigliera regionale Elena Meini. «Se c’è un maxi cluster – dicono – è perché il Comune ha ignorato la situazione facendo spallucce anche alle numerose segnalazioni dei cittadini che denunciavano una situazione al limite: nessun rispetto per le restrizioni, feste private all’interno del palazzo e così via. Se fosse stata applicata e rispettata la legge con fermezza non avremmo un caso simile che è stato rilanciato purtroppo anche dalle cronache nazionali. Quando abbiamo finalmente chiuso il campo nomadi a Cascina, quello sì, un vero ghetto voluto dalle amministrazioni di sinistra, non abbiamo di certo detto noi agli abitanti dove andare. Quelle famiglie hanno scelto liberamente Ponsacco perché nel palazzo di via Rospicciano abitavano già dei rom che si erano insediati lì dopo essere stati allontanati da Pisa. L’interrogativo da porsi quindi non è certo quello di dare la colpa alle altre amministrazioni ma chiedersi invece perché queste famiglie abbiano scelto Ponsacco e non altri comuni. Noi siamo dalla parte della legalità e non dei ghetti, ghetti che si creano proprio perché non si ha il coraggio di prendere in tempo le misure adeguate lasciando che le situazioni peggiorino senza fare i controlli adeguati. Tutti sapevano, amministrazione in primis, che prima o poi si sarebbe creata una situazione del genere nell’area del palazzo. Assembramenti, condizioni igieniche fuori controllo, mancanza di rispetto delle regole sulle mascherine e sulle distanze. Il sindaco aveva tutti gli strumenti per agire e mettere in sicurezza il luogo, l’amministrazione doveva intervenire prima senza scaricare la responsabilità su altri».

la maggioranza

replica

Il Pd, Italia Viva e la lista “Per Ponsacco con Francesca Brogi sindaco” si scagliano invece contro quei partiti che non risultano credibili in quanto «al loro interno continuano a comandare proprio coloro che per anni hanno difeso l'azione del proprietario dell'immobile, che è il primo responsabile della situazione attuale del palazzo. Vorremmo ricordare che al momento ci sono in Toscana tre province e decine di comuni, anche della provincia di Pisa, in zona rossa. Vicino a noi ci sono i comuni della zona del Cuoio anch’essi in zona rossa. In Valdera ci sono sei comuni con numeri simili a Ponsacco. Questo per dire che fa semplicemente sorridere sentire che Ponsacco è il buco rosso della provincia. La verità è che solo dei politici mediocri possono pensare di dividere una comunità in un periodo difficile come questo. Anni luce lontani dai volontari della Protezione civile che notte e giorno lavorano per garantire salute e sicurezza». —© RIPRODUZIONE RISERVATA



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