Il Tirreno

Pontedera

aveva 82 anni 

Addio allo scrittore Niccolini attivista innamorato di Volterra

Nilo Di Modica
Addio allo scrittore Niccolini attivista innamorato di Volterra

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VOLTERRA. Osservatore acuto, spirito riflessivo, ma anche protagonista di tante battaglie per la sua terra, su cui tanto aveva detto e scritto. Eppure se n’è andato all’improvviso e in punta di piedi Bruno Niccolini, quasi a non voler turbare il silenzio di quella valle protagonista dei suoi lavori.

Lo storico scrittore e attivista si è infatti spento ieri a 82 anni, sotto il peso degli anni. Originario di Micciano, ex dipendente Enel da tempo in pensione, Niccolini era personaggio notissimo nella sua Volterra soprattutto per la miriade di piccoli e grandi scritti che aveva disseminato negli ultimi trent’anni.

Una passione, quella per il territorio, le sue genti ed i suoi problemi, che aveva trovato coronamento anche nell’impegno politico diretto, portato avanti negli anni della maturità nel sindacato e fra le file del Partito Socialista, di cui fu anche segretario, e poi in quel civismo indipendente che proprio in Valdicecina aprì le prime crepe nel dominio del partiti tradizionali in provincia di Pisa.

L’impegno ecologista in tempi assai precoci fu solo l’applicazione pratica di un amore per il territorio riversato in molti libri.

Pietre, strade, sentieri, paesaggi intramontabili lungo una storia dagli etruschi ai romani, dal Medioevo alla modernità, fra costellazioni di incantevoli borghi raccontati nei testi dedicati a “I luoghi di Velathri”.

Noto anche il piglio naturalistico, riversato in altri testi come “Dalla parte del fiume” o” Ritratto di una valle”.

L’anima più battagliera si espresse nelle sue prese di posizione sul contesto sociale ed economico di Volterra: dalla “guerra del sale” contro “il sacco delle Saline”, per il mantenimento della proprietà pubblica delle concessioni minerarie della Salina di Stato, in difesa delle sue secolari ricadute sul territorio, fino alla strenua protezione del bene più grande, l’ospedale, nel continuo tentativo di rifuggire alla logica dei tagli o a quelli che, in un altro testo dedicato alla Valle del Diavolo, definì “i frutti amari delle privatizzazioni”.

In molti, poi, lo ricordano per l’impegno pacifista a cui dedicò l’opera “Follia della Guerra”.

Fra i tanti ricordi di queste ore, anche quello del sindaco Giacomo Santi. «È scomparso un caro amico – dice il primo cittadino. – La nostra comunità perde un uomo attento e appassionato, culturalmente molto attivo e scrittore di libri, sempre in prima linea per condurre battaglie in ambito ambientale e sociale. Non siamo stati sempre allineati, ma ci accomunavamo affetto e una grande stima reciproca. Le più sentite condoglianze alla famiglia e a tutti quanti gli hanno voluto bene».

Lascia la moglie Franca e i due figli Alessandro e Lucia. —

Nilo Di Modica

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