Il Tirreno

Pontedera

L’onda lunga del lockdown sulla Vitesco scatta la cassa integrazione per 17 giorni

Danilo Renzullo

Negli stabilimenti di fauglia e san piero a grado 

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fauglia. Diciassette giorni di cassa integrazione Covid per cercare di fronteggiare le conseguenze della pandemia. L’emergenza sanitaria rischia di trasformarsi in crisi lavorativa anche per gli addetti del settore automobilistico.

A seguito del brusco rallentamento del mercato dell’auto e delle difficoltà di approvvigionamento di determinati componenti da parte delle case automobilistiche, Vitesco ha deciso di ricorrere all’ammortizzatore sociale per far fronte ad un sostanzioso calo dei volumi di produzione che si è verificato nelle ultime settimane. La cassa integrazione sarà applicata a determinate linee e turni degli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado del colosso tedesco dell’automotive coinvolgendo alcune centinaia degli oltre novecento dipendenti impiegati nei due siti produttivi.

La decisione è stata comunicata mercoledì scorso alle organizzazioni sindacali e motivata dal repentino calo dei volumi produttivi legato all’avanzare della pandemia che sta condizionando pesantemente anche il mercato dell’auto. «Il 2021 non è iniziato bene – sottolinea la Rsu della Vitesco –: le immatricolazioni in Europa hanno avuto una flessione importante e a questo si somma anche la carenza dei semiconduttori».

Componenti ormai essenziali per auto sempre più digitali, ma quasi scomparsi dalle forniture delle case automobilistiche. Durante il lockdown, che la scorsa primavera ha interessato molti Paesi europei ed asiatici paralizzando anche le attività dei costruttori automobilistici, i fornitori di quei piccoli componenti elettronici hanno virato l’interesse e i contratti verso altri settori in un generale quadro di difficoltà dovuto anche al reperimento delle materie prime. Una vera e propria crisi sui mercati dei chip elettronici che ha costretto varie case automobilistiche a fermare le produzioni in alcuni stabilimenti interessando, a cascata, tutte le aziende fornitrici degli altri componenti.

Tra questi anche gli iniettori sviluppati da Vitesco, che ha deciso di ricorrere all’applicazione dell’ammortizzatore sociale da lunedì prossimo fino al 31 marzo con modalità diverse a seconda delle linee e dei turni di produzioni interessati dal provvedimento. Cali consistenti sono stati rilevati anche nell’area di produzione di pezzi di ricambio attiva a San Piero a Grado «causata – spiega la Rsu Vitesco – da una riduzione delle campagne di richiamo delle case automobilistiche e dal calo del business delle riparazioni auto».

Lo stabilimento pisano potrebbe inoltre andare incontro ad una diminuzione delle forniture di alcuni componenti prodotti in una fabbrica della Repubblica Ceca, Paese pesantemente colpito dalla pandemia da Covid-19 che progressivamente sta rallentando la produzione industriale per cercare di contenere la diffusione del virus. —

Danilo Renzullo

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