Gioco
L’Abetone ci prova: «Città della cultura insieme a Volterra». Santi: «No, grazie»
Il consigliere regionale Petrucci: ristoro per la stagione ko. Il sindaco declina: richieste giuste, candidatevi per il 2023
volterra. Lo sci a braccetto con gli etruschi. L’ovovia accanto al Deposizione di Rosso Fiorentino e al Teatro Romano. E poco importa se ci sono quasi 160 chilometri di distanza (e 800 metri di dislivello). In fondo l’anfiteatro – con una campagna promozionale creativa – potrebbe anche diventare lo scrigno ideale per lanciare un asse culturale (magari con un biglietto unico) con il Museo dello sci.
Sembra una provocazione, ma in realtà è una proposta. Messa nera su bianco da Diego Petrucci, ex sindaco di Abetone-Cutigliano e attuale consigliere regionale di Fratelli d’Italia: «Il riconoscimento di Capitale della cultura toscana nel 2022 sarà assegnato, per merito, a Volterra e dal 2023 andrà invece a bando. Siamo d’accordo su Volterra, la proposta che lanciamo è che, oltre a Volterra, l’assegnazione riguardi anche Abetone-Cutigliano, come ristoro per la stagione sciistica che non è mai partita. Abetone-Cutigliano può vantare un progetto ambizioso che si poggia su pilastri storici e culturali importanti, potrebbe essere un utile volano per risollevare la montagna».
Lo scopo è nobile e le ragioni per cercare un appiglio per il rilancio ci sono tutte, considerando che il Covid ha cancellato la stagione sciistica, con conseguenze devastanti per il settore. Ma l’accostamento resta improbabile tra due territori così diversi, nonostante gli sforzi di Petrucci, che sottolinea come Cutigliano sia «un borgo storico, che custodisce bellezze quali il Palazzo dei Capitani, il Marzotto, la Loggia, la Chiesa della Madonna di piazza ristrutturata. Vorrei ricordare che Annibale valicò l’Appennino proprio nel comune di Abetone-Cutigliano»; e poi «la Linea Gotica che rimase bloccata per 8 mesi a Pianosinatico, dove sono nati un museo ed un percorso diffusi, che ruota attorno ai bunker». E altro ancora.
Una tesi che convince l’attuale sindaco di Abetone-Cutigliano, Alessandro Barachini, che definisce quella di Petrucci «una bellissima proposta». Ma che non fa breccia nel cuore del suo collega volterrano, Giacomo Santi. Che declina, con eleganza e fermezza, la proposta di alleanza. Non è questione di presunzione, ma piuttosto c’è la piena consapevolezza che, al di là delle evidenti differenze, il titolo assegnato dalla Regione a Volterra, è frutto di un bellissimo (e faticoso) percorso, che ha portato la città etrusca tra le dieci finaliste del bando per il titolo Capitale italiana della cultura 2022, poi assegnato a Procida. Ed è a quel punto che la Regione, per non disperdere il patrimonio di idee e progetti maturati durante la corsa al sogno, ha deciso di proclamare Volterra “Città toscana della cultura”, per lo stesso anno.
«Mi auguro – puntualizza subito Santi – che al Comune di Abetone-Cutigliano arrivino ristori adeguati ai danni evidenti che ha subito sul piano economico a causa dell’emergenza, che ha fatto saltare la stagione sciistica». Detto questo, «il riconoscimento per il 2022 è già stato assegnato a Volterra e mi sembra evidente che tra i due territori ci siano poche affinità. Conosco bene Petrucci, che è amico del nostro assessore alle culture Dario Danti fin dai tempi dell’università e mi auguro che la sua proposta sfoci in una candidatura per il 2023, alla quale la Regione dovrebbe riservare un’attenzione particolare, proprio alla luce della situazione economica di quella zona e delle possibilità di rilancio».
Ma intanto Volterra cammina da sola. Anzi, inizia a mettere concretamente le basi per una sfida sulla quale aleggia l’incognita della pandemia: «La prossima settimana – spiega Santi – abbiamo in programma il primo incontro con i funzionari della Regione per iniziare a definire tutta l’operazione». E nell’occasione l’amministrazione comunale capirà anche quale sarà il budget messo a disposizione dall’ente guidato dal presidente Eugenio Giani: «Dovremo fare alcune valutazioni anche sulla tempistica – aggiunge il sindaco –. Penso per esempio alla mostra per i 500 anni della Deposizione dalla croce di Rosso Fiorentino», dipinto custodito nella pinacoteca: «Pensavamo di programmare l’apertura nell’autunno 2021, come evento inaugurale. Ma alla luce della situazione epidemiologica c’è il rischio che in quel periodo siano ancora in vigore delle restrizioni sugli spostamenti. Non possiamo correre rischi. E per questo stiamo pensando di posticiparla di qualche mese». –
Francesco Turchi
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