Gioco
Si vaccinano insieme Anna e Gina le consuocere di 184 anni (in due)
L’86enne e la 98enne vivono nella stessa casa a Capanne insieme ai figli
incubo finito
Per un anno hanno affrontato insieme sotto lo stesso tetto le insidie e le restrizioni della pandemia, dandosi sostegno e soprattutto facendosi un po’ di compagnia. Allo stesso modo si sono presentate assieme all’appuntamento col vaccino, convinte dell’importanza di un gesto per sé stesse e per gli altri. Sono le consuocere Anna Lotti e Gina Franchi di Capanne, 184 anni in due, che si sono sottoposte al vaccino anti-Covid nei locali della Pubblica Assistenza di Montopoli, chiamate all’appello nell’elenco degli ultraottantenni convocati dai medici di famiglia. Un fatto singolare, soprattutto se si considera l’età che le due consuocere capannesi totalizzano insieme, con gli 86 anni di Anna e soprattutto con il secolo scarso di Gina, classe 1923, che il prossimo 4 aprile festeggerà la bellezza di 98 anni. Residenti da tempo nella stessa abitazione in via del Molino, le due “vecchiette” di Capanne, come le chiamano affettuosamente in famiglia, hanno affrontato praticamente in coppia l’annata terribile del virus, con Anna abituata a sostenere e aiutare la “collega” più anziana negli spostamenti e nelle incombenze quotidiane. Quando è arrivata la convocazione per il vaccino le due donne non hanno battuto ciglio: «Ho resistito alla guerra e non ho paura di morire – ha detto Gina ai familiari – ma piuttosto ho avuto paura di soffrire come tanti hanno sofferto». Così, anche in questa occasione, le due consuocere si sono fatte compagnia e si sono date coraggio a vicenda. Alla fine è stata anche un’occasione per uscire, insieme ai figli, dopo oltre un anno di chiusura fra le mura di casa. Un evento piacevole che ha acceso la curiosità di Gina, tra le più anziane cittadine del comune di Montopoli, impegnata per tutto il tempo a cercare d’indovinare sguardi e volti di persone conosciute nelle facce nascoste dalle mascherine. Dopo aver ricevuto il vaccino, le due consuocere sono tornate a casa soddisfatte, aspettando di sedersi a tavola alle 19, puntualissime come ogni giorno e con il consueto appetito. —
Giacomo Pelfer
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