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Partite Iva a Roma «Riapertura o aiuti concreti»

T.S.
Partite Iva a Roma «Riapertura o aiuti concreti»

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PONTEDERA. Le Partite Iva in piazza del Popolo. A Roma. Per lanciare l’ennesimo grido di disperazione nei confronti delle istituzioni. «Il discorso è semplice, o ci danno la possibilità di riaprire, oppure lo Stato ci deve fornire gli aiuti economici necessari per sopravvivere senza lavorare. Noi siamo chiusi da 135 giorni, abbiamo speso 15mila euro tra bollette e altri costi di gestione dell’impianto, ma ne abbiamo ricevuti soltanto 4mila, a novembre. Come si può andare avanti così?». Massimo Bartaloni è il titolare della palestra InFit, che porta avanti insieme al fratello Marco, nella zona industriale di Pontedera.

Anche lui ieri era a Roma, per protestare con le Partite Iva. Massimo e Marco sono il simbolo della protesta dei lavoratori autonomi della Valdera, dato che dal primo giorno di chiusura si sono “barricati” all’interno del loro centro fitness, da cui hanno dato vita a una sorta di diario online, in cui raccontano le loro difficoltà.

Alle discussioni, spesso, partecipano anche personalità del mondo dell’imprenditoria locale e della politica. «Le abbiamo provate tutte. Petizioni, denunce, proposte, audizioni e tante manifestazioni. La verità – dice Massimo Gervasi, presidente dell’Associazione Partite Iva sul territorio (Apit Italia) – è che con un sistema così colluso la stessa politica non sa sbrogliare i suoi stessi nodi. I nostri argomenti? Le nostre richieste? Le stesse di sempre – spiega Gervasi – ovvero garanzie statali al credito per le imprese, modifica dei criteri di accesso a fondi regionali e bandi, innalzamento dell’aliquota fiscale per i colossi del digitale, contributo a fondo perduto per le categorie in difficoltà, minore burocrazia, maggiori semplificazioni».

Della situazione delle Partite Iva parla anche Raffele Saviano, titolare della pizzeria Rewind, in via Verdi a Pontedera, segretario nazionale di Apit Italia: «Stiamo vivendo una vera e propria eutanasia fiscale. Dietro tante promesse e illusioni oggi c’è soltanto una morte lenta delle attività più deboli. La situazione è insostenibile, l’allarme è sempre più forte, un attentato alle piccole medie imprese. Serve agire rapidamente. Non sono le imprese a doversi adeguare al cambiamento ma le istituzioni a rettificare le loro strategie distruttive». —

T.S.

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