La protesta
Il bis del liceo artistico alla Biennale di Milano con “La Prima Cena”
La realizzazione si aggiudica ex aequo il prestigioso riconoscimento Il genio di Leonardo è stato lo spunto per l’opera ora a Palazzo dei Priori
il successo
Creare l’impossibile e vincere, due volte. Con la suggestiva e imponente opera “La Prima Cena” i ragazzi del liceo artistico hanno fatto il bis alla Biennale dei Licei Artistici Italiani, portando ancora una volta il primo premio a casa in un inaspettatissimo ex aequo con il liceo “Jacovitti” di Termoli (Campobasso).
«Una sorpresa inaspettata e grandissima, nata in mezzo alle mille difficoltà affrontate nel 2020, in un momento di crisi che è anche ben rappresentata dall'opera – commenta la dirigente Nadia Tani –. Un’opera che si presta a tante letture: storica innanzitutto, perché tutto è partito da uno studio su Leonardo, con i docenti che hanno preso contatti con Milano per uno studio delle dimensioni del celebre Cenacolo. Ma anche un recupero delle radici attraverso un’attenta scelta di materiali. Un monito e un messaggio di speranza: la natura, resa arida dall’uomo, che trova il modo di rinascere». Lunga sette metri, l’opera è nella sala bianca di Palazzo dei Priori e rappresenta un crocevia “mistico”, solenne, fra messaggi universali e povertà di materiali tipicamente volterrani.
Costruita con legno, terra, stoffa, creta ed alabastro, semi e pane, vuole essere «una denuncia e una tangibile osservazione dell’odierno rapporto tra uomo e natura, a cui dobbiamo volgere attenzioni per evitare che si ribelli e trasformi la terra da madre in matrigna». Progettazione che, come da tradizione del liceo artistico di Volterra, fra i più antichi istituti d’Italia, è stata davvero collettiva, con il coinvolgimento di tutte le classi attraverso un confronto di idee. La realizzazione materiale, poi, è stata curata dai ragazzi del triennio, fra le difficoltà del 2020, in cui gli studenti hanno potuto approfittare di pochi giorni a disposizione in presenza e dei laboratori sempre aperti. Fondamentale l’opera di coordinamento di tutti i docenti. Opera d’arte che a causa del Covid non ha potuto essere ammirata che per un singolo giorno: l’indomani dalla presentazione a dicembre scattò la zona rossa. «È ferma del grandissimo lavoro e della qualità dell’offerta formativa di questa nostra scuola – commenta, soddisfatta, l’assessore alla scuola Viola Luti –. Ancora più importante perché è stata realizzata in un periodo così delicato. Bello anche perché testimonia una volontà e una capacità dei ragazzi di interpretare le loro radici, sempre presenti nelle opere presentate alla Biennale, come avvenne per Nof4, opera vincitrice della scorsa edizione, ispirata all’ospedale psichiatrico». —
Nilo Di Modica
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