Gioco
Salgono a 50 i carcerati positivi al Covid
Focolaio al Maschio: oltre 270 tamponi per agenti penitenziari, impiegati, avvocati e addetti della Compagnia della Fortezza
VOLTERRA. Sette sabato, 15 domenica e addirittura 28 ieri. In tutto fa 50 contagiati dal coronavirus tra i detenuti del carcere di Volterra. Un focolaio vero e proprio cresciuto a dismisura negli ultimi tre giorni e che ha costretto Comune e Asl a lanciare una campagna di oltre 270 tamponi e a chiudere tutte le scuole, da quella dell’infanzia alle superiori. Gli esperti lo chiamano cluster, ma più banalmente si potrebbe definire un bruttissimo problema, visto il coinvolgimento di carcerati, agenti di polizia penitenziaria, insegnanti, dipendenti dell’amministrazione e personale che porta avanti l’attività legata al teatro. Tra oggi e domani, Palazzo dei Priori e Azienda sanitaria faranno il punto della situazione rispetto al numero dei positivi di questo primo screening. Poi decideranno se proseguire i test per i contatti stretti dei soli contagiati o di tutti quelli coinvolti in questa terza ondata volterrana.
I numeri
Al Maschio di Volterra ci sono poco meno di 150 detenuti, 70 agenti penitenziari e circa cinque amministrativi. Tutti questi sono stati sottoposti a tampone con l’aggiunta di cinque avvocati e altrettante persone che gravitano attorno ai detenuti attori del regista Armando Punzo. Il totale dei test molecolari dà oltre 270 unità con la priorità data ai carcerati. Finora, tra questi, sono stati rilevati 50 casi di positività al Covid, ma sembra che non saranno molti di più. Mentre gli esiti dei controlli di “secondini”, impiegati, legali e addetti al teatro sta arrivando in queste ore. «Un coinvolgimento di questa natura – ha spiegato il sindaco Giacomo Santi – ci ha obbligati a chiudere le scuole. In molti si sono lamentati di questa scelta, ma non potevamo fare diversamente. Gli insegnanti sottoposti al test sono gli stessi che frequentano anche gli istituti superiori della città. Mentre gli agenti, avvocati e dipendenti del carcere hanno figli che frequentano le scuole. Ricostruire il tracciamento in così breve tempo era impossibile».
Vita in carcere
Intanto, gli agenti vivono separati dalle loro famiglie. Chi nella foresteria, chi in alloggi esterni, ma lontani dagli affetti per evitare di peggiorare una situazione già molto complicata. Impossibile, poi separare i detenuti positivi da quelli non contagiati dal coronavirus. Per questo la vita dei carcerati scorre ancora di più all’interno delle celle dove consumano anche i pasti.
Lettera a Giani
Vista la situazione (che nel comune di Volterra è caratterizzata da 57 contagiati complessivi), ieri mattina il sindaco Santi ha scritto al presidente della Regione Eugenio Giani, all’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini e a colei che detiene la delega alla Protezione civile, Monia Monni: «Ho chiesto con urgenza una valutazione congiunta della difficile situazione e, anche se al momento i numeri non prevedono altri provvedimenti, ho ritenuto necessario il coinvolgimento diretto della Regione Toscana vista la particolarità del caso». —
Andreas Quirici
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