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Cattivi odori dalla stalla, la rabbia dei residenti: «Una questione di legalità»
PONTEDERA. «Non è più solo una questione di cattivi odori, ma di legalità». Questo uno dei passaggi di una lettera scritta dai residenti de I Fabbri, località del comune di Pontedera, rispetto alle proteste nei confronti di maleodoranze provenienti da un allevamento di bestiame che si trova nelle vicinanze del paese, di proprietà della famiglia Pesce.
I cittadini chiedono il rispetto delle regole all’amministrazione comunale e agli organi di controllo che stanno studiando la situazione in attesa che la Regione decida quale iter seguire per l’autorizzazione ambientale rispetto alla richiesta di ampliamento presentata dall’azienda agricola.
Il problema sta nella dichiarazione di azienda insalubre di primo livello da parte dell’Asl nei confronti dell’allevamento. Per questo alla proprietà è stata chiesta un’apposita documentazione che, malgrado i termini per l’invio siano scaduti, non è ancora arrivato a destinazione.
«Secondo i verbali di Arpat e Asl – dicono i cittadini – si capisce che, non solo la stalla ospitasse molti più capi di quanto dichiarato (1.100 presenti al momento del controllo contro i 600 dichiarati nei documenti per avviare l’attività), ma non abbia prodotto la documentazione relativa alla definizione di “industria insalubre” di prima classe, come da definizione degli organi di controllo».
Il tutto a 250 metri dalle abitazioni con l’incognita di emissioni in atmosfera di cui gli abitanti de I Fabbri sono molto preoccupati: «Come testimoniano le molte lamentele degli ultimi giorni nella chat del paese, non basta ridurre il numero dei capi, imposto temporaneamente da Arpat e Asl, tanto che il 17 febbraio il numero dei capi era di 375, ma le maleodoranze non sono cessate. Servono migliorie tecniche significative e continuative per risolvere il problema. Non si può chiedere ai cittadini, e non è giusto farlo, di tapparsi il naso e sopportare i cattivi odori. Così chiediamo che si trovi una soluzione in grado di risolvere per sempre la questione che ormai da più di un anno tormenta i cittadini di questa zona».
Al Comune di Pontedera, poi, i cittadini rinfacciano di aver segnalato problemi in tempi non sospetti che sono stati poi confermati dai controlli di Arpat e Asl: «Come dicevano i cittadini, contrariamente a quello che sosteneva l’assessore all’ambiente Mattia Belli, l’Asl classifica l’attività come «industria insalubre di primo classe, facendo presente che non è stata presentata la comunicazione prevista dalla normativa». E ancora: «Ci sarebbero anche altre situazioni da chiarire sullo stesso argomento. Ma anche considerando solamente quelle più evidenti emerse fino a questo momento, si configura uno scenario inaccettabile. Da un anno a questa parte ormai i cittadini residenti a I Fabbri e a Treggiaia sono stati obbligati a respirare emissioni nauseabonde per cui mancherebbero le necessarie autorizzazioni di carattere ambientale, prodotte da un numero di capi spesso non conforme (quasi doppio) rispetto a quelli dichiarati per l’avvio dell’attività». –
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