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lutto a fucecchio 

Ucciso dal Covid a 63 anni: lottava da due mesi in terapia intensiva

Marco Sabia
Ucciso dal Covid a 63 anni: lottava da due mesi in terapia intensiva

Rappresentante di farmaci, si era negativizzato  le complicazioni legate al virus non gli hanno dato scampo

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FUCECCHIO. Dopo due mesi in terapia intensiva non ce l’ha fatta, nonostante gli sforzi di medici ed infermieri e l’affetto di decine e decine di amici.

Ieri, poco dopo mezzogiorno, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale fiorentino di Careggi è morto Pierluigi Bertucci, 63enne fucecchiese.

L’uomo, che nella vita faceva il rappresentante farmaceutico, aveva contratto il coronavirus oltre due mesi fa e alla fine le complicanze derivanti dal virus non gli hanno lasciato scampo, sebbene nel frattempo si fosse negativizzato.

A nulla sono servite le cure prima al San Giuseppe di Empoli (dove si era recato a causa di febbre alta e tosse) e poi a Careggi. Bertucci non si è più ripreso.

Il 25 febbraio aveva trascorso il giorno del suo 63° compleanno proprio in terapia intensiva, un destino simile a quello di Fausto Gresini, l’ex campione del mondo di motociclismo e poi fondatore del team che portava il suo nome, morto per colpa del Covid dopo una lunghissima lotta nel reparto di rianimazione.

Bertucci era un fucecchiese doc, che aveva per lungo tempo vissuto nel quartiere delle Buche; in passato Pilù (come lo chiamavano gli amici) aveva fatto il ristoratore in una località sciistica nel nord Italia, poi una volta tornato a casa si era dedicato al mestiere di rappresentante farmaceutico.

Grandissimo appassionato proprio di sci, a Fucecchio lascia un grande vuoto: «Era il manifesto della felicità – racconta un suo amico di vecchia data, Claudio Malatesti – lo conoscevo da 40 anni e non l’ho mai visto arrabbiato». E tutti ne tratteggiano un ritratto identico: insomma, una persona che sorrideva costantemente alla vita e che cercava continuamente di trovarne il lato positivo. Quando si è diffusa la notizia del suo ricovero e del peggioramento delle sue condizioni di salute, i suoi tantissimi amici hanno provato a stargli vicino, magari lasciandogli un messaggio su Facebook, sperando che una volta ripresosi potesse leggerli e inserirli all’interno di un periodo molto difficile. Chi gli ha fatto gli auguri su Facebook per il suo compleanno, nel contempo gli ha augurato di ricevere il regalo più bello: l’uscita dalla terapia intensiva. Ma ieri, purtroppo, quella bacheca dove si erano riversate le speranze di tanti è diventata un luogo dove esprimere dolore e incredulità per la scomparsa di un uomo ancora relativamente giovane e senza particolari problemi di salute. Uno che, se si era di Fucecchio, era impossibile non conoscere o non aver incontrato qualche volta. Alle elezioni amministrative del 2019 si era anche candidato come consigliere nella lista “Insieme per Fucecchio” a sostegno di Alessio Spinelli, poiconfermato sindaco. —

Marco Sabia

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