VOLTERRA. Dieci minuti. Tanto sarebbe bastato a Licia Trinciarelli, 81 anni, per morire. Una storia raccontata dalla figlia, Lucia Prati, e che diventa tremendamente di attualità dopo la decisione dell’Asl di ridurre a 12 le ore di presenza di medici specialistici in cardiologia all’ospedale Santa Maria Maddalena di Volterra, escludendo i notturni e le giornate dei weekend. Una riorganizzazione che prevede anche la sostituzione dei letti dell’Utic con quelli di sub-intensiva.
L’anziana abita a Mazzolla, frazione di Volterra, e una notte della scorsa settimana ha avvertito un malore di tipo cardiologico. La figlia, che abita nella città etrusca, avvertita del fatto, ha chiamato il 118 raggiungendo l’abitazione della mamma. «Il personale dell’ambulanza ha detto che l’avrebbero trasportata all’ospedale di Pontedera – racconta Lucia Prati –. Sono rimasta perplessa e ho chiesto il motivo per cui non potesse essere portata all’ospedale di Volterra. Non ho ricevuto spiegazioni concrete. Fatto sta che mia mamma ha trascorso la notte al pronto soccorso di Pontedera per poi essere rimandata a casa il giorno dopo. Così ho deciso di portarla da me. Ma nella notte c’è stato un altro problema simile».
La donna spiega di aver cercato di capire cosa fare. Poi ha preso la sua decisione: «Non volevo che venisse portata a Pontedera, così l’ho caricata in auto e sono andata al pronto soccorso di Volterra, dov’è stata stabilizzata con l’intervento del cardiologo e trasferita all’ospedale di Cisanello a Pisa con l’elisoccorso». Lucia Prati è stata redarguita dal personale sanitario che a Volterra ha preso in cura sua mamma: «Mi hanno detto che avrei dovuto chiamare il 118. Ma hanno anche aggiunto che se fosse arrivata al pronto soccorso con dieci minuti di ritardo sarebbe morta». Ma la storia non finisce qui. «Da Pisa mi hanno chiamata per dirmi che mia mamma sta bene e che l’avrebbero mandata all’ospedale di Volterra. Una risposta che, in un primo momento, mi ha fatto piacere. Ma poi, visto che mia figlia lavora al Santa Maria Maddalena e che mi ha detto dei cambiamenti in atto all’Utic, ho pensato che ci fosse un errore. Infatti, poco dopo ho ricevuto un’altra chiamata da Cisanello con cui sono stata informata che mia mamma avrebbe trascorso la degenza all’ospedale Lotti di Pontedera».