Il Tirreno

Pontedera

la protesta 

Consegnate al sindaco le 125 firme per dire no alla nuova antenna

L’impianto è in costruzione vicino al cimitero di San Frediano a Settimo ma i residenti ritengono la collocazione non idonea

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cascina. Una lunga lettera in cui spiegano i motivi della protesta, il testo della petizione e poi in calce le firme di 125 cittadini che si rivolgono al sindaco per dire no all’antenna in costruzione a San Frediano a Settimo. Tante firme, raccolte in poche ore dall’avvio della mobilitazione contro l’impianto che chi vive e frequenta la zona non ha alcuna intenzione di vedersi costruire sulla testa.

L’impianto in questione è quello per un’antenna della telefonia in costruzione a ridosso del cimitero di San Frediano a Settimo. In un luogo inidoneo secondo i cittadini della zona, che chiedono un confronto con le autorità e lo stop immediato del cantiere.

A firmare la lettera anche il capofila della protesta, un cittadino della zona, Arduino Gottardo, che si era già rivolto ad Arpat e alle associazioni ambientaliste e che ora prova a spiegare i motivi della contrarietà dei residenti della zona al sindaco Michelangelo Betti.

L’antenna, spiega, «ha un notevole impatto ambientale per gli abitanti del luogo immediatamente confinanti, sia in riferimento all’inquinamento elettromagnetico, sia relativamente all’impatto visivo del manufatto stesso».

Intanto nella zona ci sono scuole «nell’arco di 200-300 metri in linea d’aria dall’antenna». Inoltre «si intende costruire un pilone di circa 30 metri di altezza, a quanto sembra dal progetto presentato, a pochi metri di distanza (35/40) da una cappella funeraria ottocentesca, di non trascurabile interesse architettonico, dedicata a Francesco e Luigi Gioli (pittori macchiaioli di notevole spessore artistico) nati a Cascina. Un evento promosso dal Comune di Cascina nell’aprile del 2019 ha presentato i due artisti come “Figli della loro terra”, poco considerati in realtà, a parte la passerella fugace ed effimera dell’assessore di turno quando si organizza un evento dedicato, visto anche lo stato di degrado e abbandono in cui viene lasciata la cappella, sia dagli eredi che dall’amministrazione comunale: ancora una volta invece di intervenire con un progetto di riqualificazione di un luogo della memoria, dove c’è un’importante testimonianza artistica, si sfregia quel luogo e quello che rappresenta, alla faccia dei “progetti green” e della difesa dei nostri beni culturali con forza voluti e sostenuti dalla Comunità Europea e dal nostro Comune».

Da qui la richiesta: quell’antenna deve andare altrove. «Questa segnalazione – prosegue la lettera al primo cittadino – non è fatta contro lo sviluppo tecnologico necessario per il servizio offerto a tutti noi dalle compagnie telefoniche; è un invito a prestare la necessaria attenzione per trovare un giusto equilibrio tra il passato e un futuro sostenibile: un futuro capace di riconoscere, preservare e valorizzare la memoria storica e artistica dei territori che abitiamo». —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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