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È scontro sulla gestione dell’emergenza Covid

È scontro sulla gestione dell’emergenza Covid

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CASCINA. Nella gestione della epidemia a Cascina occorre cambiare passo. L’invito alla maggioranza arriva dalla lista Lavoro sviluppo e ambiente. L’obiettivo principale resta la vaccinazione anti Covid. Gli abitanti del comune di Cascina sono circa 45.000 di cui circa 3.000 ultra ottantenni (dati 2018), fa notare la lista. Al ritmo settimanale di 6 dosi di vaccino Pfizer/Biontech per ciascun medico di base (sono circa 35 quelli presenti sul nostro territorio) e senza punti vaccinali, serviranno 7 mesi solo per gli ultra ottantenni con le ultime vaccinazioni somministrate presumibilmente nei mesi di agosto/settembre prossimi. «Per vaccinare 35.000 persone entro 6 mesi si renderebbero necessarie almeno 400 somministrazioni giornaliere (rispetto alle attuali 30/giorno) ovvero 2.800 dosi la settimana». Sulla scorta dei dati attuali un’organizzazione formata da tre infermieri, un medico, un amministrativo e dotata di almeno tre punti funzionanti a pieno ritmo, consentirebbe circa 200 somministrazioni in 10 ore rendendo possibile il raggiungimento di un obiettivo ottimale purché siano garantite attività e presidi necessari per fronteggiare eventuali reazioni allergiche. Nell’area pisana l’Usca è attualmente presente solo a Pisa (Via Garibaldi), mancano le Case della Salute, il drive through si trova sempre a Pisa (Ospedaletto) e non esistono presidi per cure intermedie Covid. «Sul territorio sono presenti numerose associazioni di volontariato piuttosto sensibili e molto attive sul piano socio-sanitario, oltre al nuovo Distretto di San Casciano dedicato però, alla somministrazione della sola linea Astrazeneca». Cosa potremmo fare? Chiede la lista che si colloca all’interno della maggioranza. «Ricercare una collaborazione con i comuni vicini (Vicopisano, Calci, Crespina-Lorenzana e Orciano Pisano) per individuare i bisogni reali e dove realizzare un punto dedicato alla vaccinazione di massa; mappare preventivamente i territori, anche in funzione dell’accessibilità, per reperire delle strutture dedicate a centro vaccinale poi da recuperare alla funzione originaria una volta usciti dall’emergenza sanitaria; promuovere il coinvolgimento dei professionisti in pensione e sostenere quelle strutture di volontariato con disponibilità sanitarie per risolvere al meglio la carenza di personale». È essenziale che le informazioni date siano certamente rassicuranti ma, chiare e puntuali.

Intanto il sindaco, Michelangelo Betti, è stato in visita al distretto socio sanitario con alcuni assessori, facendo notare che sono già state effettuate in quel presidio 650 vaccinazioni. «Posso aggiungere che da lunedì a mercoledì sono attive due linee capaci di 100 vaccinazioni al giorno, da giovedì a sabato 3 linee con 150 vaccinazioni. Tutte per Astrazeneca. Per gli ultraottantenni invece l’impegno dei medici di famiglia, con le dosi Pfizer che stanno arrivando». Betti sottolinea «che il distretto di Sant’Anna è una delle cinque le strutture attive nell’ambito pisano, insieme a distretto di via Garibaldi (Pisa), distretto di Marina di Pisa, dipartimento prevenzione Pontedera, dipartimento prevenzione Volterra». –

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