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Raddoppiano le proteste contro i ripetitori telefonici

Raddoppiano le proteste contro i ripetitori telefonici

Dopo la petizione promossa a San Frediano a Settimo anche le famiglie che abitano in via del Volontariato dicono no all’antenna

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CASCINA. «Con tutti gli spazi pubblici che ci sono, vorrei capire come è venuto in mente al Comune di autorizzare l’installazione di un’antenna 5G per la telefonia accanto alle case». È molto arrabbiato Claudio Franchi quando si rivolge al giornale per protestare contro il cantiere che è stato aperto in via del Volontariato a trenta metri dalle case. «Non c’è una logica in questa scelta, ma come hanno potuto autorizzare un piano di questo genere? Andrò in Comune a protestare. Le nostre case sono già vicine a un traliccio dell’alta tensione, nessuno sentiva il bisogno di un’antenna per la telefonia». Il piano comunale per la telefonia è stato adottato dall’amministrazione uscente nel corso del 2018 con non poche polemiche anche all’interno della stessa maggioranza. Tant’è che tra i cittadini che portano avanti la protesta a San Frediano a Settimo per l’antenna che si sta installando a due passi dal cimitero c’è anche Paolo Chiellini, ex consigliere comunale della maggioranza. Al momento della votazione del piano, l’ex consigliere lo criticò aspramente, rischiando di uscire dalla maggioranza stessa. Anche i cittadini di San Frediano a Settimo contestano l’ubicazione del nuovo impianto. Ritengono che l’ubicazione scelta sia irragionevole, «incongruente con la necessità di valorizzare la cappella Gioli quale edificio documentale di due famosi pittori della corrente dei macchiaioli (Francesco e Luigi Gioli) che lo stesso Comune, nel 2019 ha pubblicamente ricordato e dichiarato figli di questa terra». Nel corso dei mesi questa esigenza è finita nel dimenticatoio. —

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