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Società della salute, a rischio l’accorpamento tra Valdera e Valdicecina

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VOLTERRA. È nata nel 2019 e potrebbe essere già messa in discussione. La Società della salute Alta Valdicecina-Valdera, infatti, rischia di cambiare di nuovo, vista la mozione 105 del 2021 approvata in consiglio regionale e quella passata in consiglio comunale a Volterra. I due documenti (a cui si aggiungono quelli di altre amministrazioni comunali in Toscana) portano infatti nella direzione di una revisione della suddivisione delle cosiddette zone distretto che individuano l’area di competenza delle Società della salute.

«In questa maniera invitiamo la giunta regionale e la commissione sanità a valutare un nuovo disegno delle zone distretto – dice il sindaco di Volterra, Giacomo Santi –. La nostra, in effetti, è grande, ben 17 Comuni. E potrebbe essere oggetto di una revisione».

La mozione votata nella seduta dell’altro giorno del consiglio comunale è stata presentata dal gruppo di opposizione “Per Volterra”, guidato dalla capogruppo Roberta Benini, e da “Uniti per Volterra”, il cui capogruppo è Paolo Moschi. A questo si è aggiunto un emendamento presentato dalla maggioranza con la conseguente approvazione. «Il sindaco e la giunta s’impegnano a monitorare il percorso già intrapreso con la mozione del 12 gennaio 2021 numero 105 approvata dal consiglio della Regione Toscana – si legge nella “mozione volterrana” – in merito alle zone distretto con particolare attenzione alla nostra zona, anche in vista degli Stati generali della Sanità, richiedendo nello specifico che Volterra e la Valdicecina possano essere dotate di un’autonomia organizzativa e gestionale che permetta di garantire al meglio il servizio territoriale su tutta la zona».

Il punto è proprio quello legato a uno degli argomenti maggiormente dibattuti a Volterra e nell’intera Valdicecina: dare a quest’area una maggiore libertà di scelta in fatto di sanità. L’accorpamento con la Valdera, infatti, è stato più volte criticato da chi vede un’egemonia di Pontedera rispetto a Volterra.

Nella mozione presentata dai gruppi di opposizione si legge che «la crisi generata dalla pandemia da Covid-19 sta mostrando la necessità di ridefinire e riequilibrare i rapporti tra assistenza ospedaliera e territoriale, così da dar vita ad una politica sanitaria che sappia dare risposte concrete legate ai nuovi e vecchi bisogni della salute per i cittadini ed i territori». E ancora: «Emergono come elementi fondamentali i requisiti della vicinanza al cittadino, del decentramento e della prossimità, sia dell’assistenza ospedaliera, che di quella territoriale, i quali, attuando in pieno il requisito della sussidiarietà previsto dalla Costituzione, possa contemperare le esigenze del sistema con quelle, fondamentali, dei cittadini». —

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