Il dolore
Giorgio, Gerico e Robusto sono i primi vaccinati
Via alle iniezioni anti-coronavirus a Santa Croce per chi ha superato gli 80 anni di età La sindaca: «Così proteggiamo la fascia di popolazione tra le più vulnerabili»
al centro giovani
È vero che la partenza non è proprio il massimo, viste le ridotte scorte per ciascun medico di famiglia. Ma quella di ieri al Centro giovani di Santa Croce è stata comunque una giornata storica, l’inizio della campagna vaccinale per le persone che hanno superato gli 80 anni di età. A cominciare da quelli più anziani. E così i nomi citati dalla sindaca Giulia Deidda dei primi vaccinati contro il coronavirus fanno comunque capire quanto sia cruciale questa fase: Giorgio Cesare Giannoni, 94 anni, Gerico Ciabattini, 92 anni, e Robusto Bini, 99 anni.
«Sono iniziate le prime somministrazioni al Centro giovani allestito appositamente per ospitare i pazienti e i medici coinvolti – dice la sindaca –. Finalmente una fascia della popolazione tra le più vulnerabili comincia ad essere protetta dal virus. Sì, comincia. Perché il processo non si concluderà in qualche giorno. Serviranno settimane. Ma da qualche parte bisognerà cominciare, no? Chi pensa che contro una pandemia che sta sconvolgendo il mondo intero per mesi e mesi bastino i gesti di qualche giornata di sprint, si sbaglia di grosso. Servono sprint nel prendere le decisioni giuste, è vero. Ma servono programmazione, prudenza, responsabilità, saggezza, pazienza per costruire un presente e un futuro liberi da questa malattia. A nome di tutta la comunità santacrocese, faccio ai medici di base e a tutto il personale sanitario coinvolto i miei più grandi auguri di buon lavoro».
Per ora le dosi a disposizione dei dottori di famiglia sono sei a settimana. Poca roba rispetto a quello che servirebbe. Ma vedere le espressioni degli anziani che si avvicinano al tavolo per ricevere il vaccino fa comunque capire le sensazioni di sollievo dei diretti interessati e dei loro familiari. «Sono proprio i figli e i parenti degli anziani a spingere i loro cari affinché si vaccinino – racconta il dottor Angelo Scaduto, tra i medici coinvolti nella campagna vaccinale per gli ultra 80enni –. In questa maniera sono tutti più tranquilli rispetto alla paura di contagiare gli anziani della famiglia. È chiaro che, con le poche dosi a nostra disposizione, il ritmo delle vaccinazioni va a rilento. Ma credo che riusciremo presto a incrementare, vaccinando tutta la settimana. Anche se questo comporterà una diminuzione dell’attività legata alle visite in ambulatorio».
Una situazione che potrebbe cambiare radicalmente quando arriverà il vaccino della Johnson&Johnson. «A quel punto non servirà il richiamo – aggiunge Scaduto – e potremo vaccinare in condizioni più semplici». —
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