Sicurezza
D’Andrea lascia il consiglio e i 5 Stelle non trovano sostituti
Scelta politica del 57enne contro l’appoggio al governo di Mario Draghi «Il Movimento è totalmente cambiato, chi lo guida cerca di restare nel Palazzo»
VICOPISANO. La seduta di ieri del consiglio comunale ha sancito la scomparsa dei 5 Stelle a Vicopisano, in un territorio dove il Movimento aveva registrato una buona adesione da parte dei cittadini. Con la rinuncia al seggio di Massimo D’Andrea, unico rappresentante “grillino” e l’impossibilità di trovare un sostituto tra i candidati della lista, il M5s non avrà più rappresentanti. E il consiglio comunale perde un seggio, come confermato dal sindaco Matteo Ferrucci.
Responsabile degli impianti di Virgo nel comune di Cascina, D’Andrea è nato a Roma ma da tanti anni vive a Vicopisano. «La sua rinuncia ha una motivazione personale, ma strettamente legata alla politica. «Il Movimento 5 Stelle – dice l’ormai ex consigliere comunale – è diventato completamente un’altra cosa rispetto alla sua nascita. Gli ultimi eventi con l’ingresso nel governo guidato da Mario Draghi sono l’ennesima dimostrazione di una deriva incontrollabile. E siccome mi ritengo una persona trasparente e corretta, non posso continuare questo mio percorso politico rappresentando persone che mi hanno votato pensando a quel simbolo che ormai ha valori totalmente differenti».
Ed è significativo anche il fatto che non ci sia stata la possibilità di trovare un sostituto per D’Andrea. «I facilitatori provinciali hanno provato a cercare una persona disposta a prendere il mio posto in consiglio comunale – racconta il 57enne padre di due figli – ma tra chi si era presentato alle ultime elezioni comunali non c’è stato nessuno intenzionato a raccogliere il testimone».
Lo scossone a Vicopisano rispecchia il sentimento di molti pentastellati della prima ora che si sono staccati dal Movimento ormai da tempo. «Credo che sia evidente la disonestà intellettuale di chi guida i 5 Stelle attualmente – aggiunge il dipendente di Virgo –. Quando ci dicevano populisti io ero d’accordo nel senso che rappresentavamo il popolo e le sue istanze. L’idea di Beppe Grillo di creare un governo del popolo era utopistica, ma fedele alle intenzioni originali. Oggi, invece, ci siamo ritrovati a essere guidati da persone che hanno accettato di sostenere chi, all’inizio, combattevamo. Da un lato lo capisco perché, umanamente, cercano di rimanere in quelle stanze del Palazzo che hanno cambiato le loro vite. Ma sarebbe stato più onesto parlare chiaro e dire apertamente le intenzioni».
La politica di Roma sbatte le ali e crea un terremoto in un posto come Vicopisano dove si amministra trattando direttamente i problemi dei cittadini. «Io resto a disposizione del territorio e dei 555 cittadini che mi hanno votato – sottolinea ancora D’Andrea –. Lascio il consiglio per coerenza. E non penso di entrare in altri schieramenti, anche se dalla lista civica del sindaco Ferrucci ogni tanto mi sono arrivati segnali di apertura. Non nego che, se non fossi stato “grillino”, forse avrei scelto proprio quella parte politica. Ma, onestamente, non mi pare ci sia trasparenza neppure lì». —
Andreas Quirici
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